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Alba d'autunno sul Monte Crepacuore
Orizzonti Simbruini è un progetto indipendente di documentazione del paesaggio e della natura dei Monti Simbruini, nell'Appennino centrale
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Alba d’autunno sul Monte Crepacuore

Il Monte Crepacuore, con una quota di poco inferiore ai 2000 metri (1997 per l’esattezza) e con un nome che da solo incute suggestione, è in realtà una cima dalle fattezze sommitali distese e tondeggianti, sicuramente piacevole e non troppo faticosa da raggiungere percorrendo la “via normale” che parte da Campo Catino. Geograficamente appartenente ai Monti Ernici, il Crepacuore risulta essere un balcone panoramico sull’Appennino laziale ed abruzzese assolutamente interessante, ma forse la principale attrattiva che offre la sua risalita è, più della vetta finale, il tratto centrale dell’itinerario che si percorre per raggiungere la stessa. Un ambiente, per buona parte compreso nei confini del Parco Naturale dei Monti Simbruini, aspro, brullo, caratterizzato da sfasciumi, brecciai e acrocori rocciosi che per certi versi ricorda angoli ben più noti e famosi di alta quota appenninica.

La nostra avventura inizia nel cuore di una notte di metà Dicembre, fredda e carica di stelle, quando dal piazzale di Campocatino calziamo gli scarponi e ci carichiamo in spalla gli zaini. Traversata la grande conca carsica risaliamo in direzione Est sui primi brulli pendii che conducono fino alle pendici del Peschio della Cornacchia; da qui in direzione Sud arriviamo in breve alla sella del Pozzotello e scendiamo sui ripidi brecciai sino al Valico della Selvastrella. E’ ancora buio quando superiamo la base delle guglie rocciose del Peschio delle Ciavole, grossomodo a metà via per la cima, ma il panorama che si inizia a percepire risulta valido ed appagante tanto da farci decidere di non proseguire oltre bensì di attendere qui il sorgere del sole e con esso la miglior luce.

Nonostante il periodo e la quota, non è presente la benché minima traccia di neve; purtroppo anche quest’anno la stagione delle nevi, dopo un primo timido accenno a Novembre, non è ancora iniziata; solo le più imponenti vette dell’Appennino si mostrano con il classico “cappello” bianco. Se questo da un lato suona per ovvie ragioni come una nota negativa, dall’altro ci da la possibilità di godere di colori e scorci sulle alte terre inusuali per il periodo ed estremamente scenografici: le praterie, i crinali ed i fianchi delle montagne arsi dai primi veri freddi, solitamente già imbiancati brillano invece di infinite sfumature di giallo, ocra, marrone e rosso. Tinte che ad inizio autunno, prima dell’arrivo delle nevi, non sono ancora così sviluppate e sature come in questi giorni.

Dal sentiero ci spostiamo appena più in alto, sulla sommità di uno spoglio costone: da quì lo sguardo abbraccia da vicino le cime del Crepacuore e del Viglio, seguite subito dietro in prospettiva dalle altre vette dei Simbruini, dai grandi massicci abruzzesi del Gran Sasso, del Velino-Sirente, della Majella e del Parco d’Abruzzo. L’aria è tersa ed immobile ma con il sorgere del sole un vento freddo inizia a soffiare prepotente su questi crinali proprio mentre surreali colori e sfumature gradualmente pervadono il cielo e la terra. Nonostante l’esposizione alle correnti ed al freddo pungente nemmeno per un istante scendiamo al riparo rinunciando ad immortalare le sature scene che si palesano tutt’attorno a noi. Oramai non si contano più le albe ed i tramonti vissuti su questi monti eppure ogni volta l’emozione e la meraviglia che pervadono lo spirito nell’assistere a tale solenne spettacolo paiono essere le stesse della prima volta.

Solo quando tutta la magia dell’alba è sfumata definitivamente riprendiamo il cammino verso il Monte Crepacuore e procedendo sul brullo e tortuoso crinale sommitale in circa mezz’ora ne guadagniamo la vetta. La visuale si espande a 360° ma su tutto spicca la vicina e ripida facciata sud del Monte Viglio; curioso come questa montagna sia caratterizzata da due lati tanto diversi tra loro eppure al contempo parimenti imponenti: a Nord-Ovest sul versante laziale rocce, cenge e circhi glaciali dominano la scena, mentre a Sud-Est, in territorio abruzzese, troviamo lunghi e ripidi scivoli erbosi che corrono quasi all’infinito verso valle.

Oramai non è più tempo per le riprese e così, prima di ripartire alla volta di Campocatino, riponiamo definitivamente l’attrezzatura negli zaini; ci soffermiamo però a godere ancora per un po’ del vasto panorama, scrutando con particolare attenzione da una prospettiva insolita in direzione delle cime e delle valli dei “nostri” Simbruini, alla ricerca di angoli non ancora esplorati ed immaginando proprio tra questi la prossima avventura !

FOTO GALLERY
VIDEO

CORPO MACCHINA: Nikon D610 | OBIETTIVI: Nikkor 16-35 f/4 G ED VR, Tamron SP 70-200 f/2.8 | TREPPIEDI: Cullmann Magnesit 528 - TESTA: Manfrotto 496RC2 | ZAINO: F-Stop Tilopa | ACCESSORI: Lee Holder + Filtri Lee Landscape Polariser, NiSi GND 0.9 IR

Alba d’autunno sul Monte Crepacuore ultima modifica: 2016-12-14T15:19:09+00:00 da Daniele Frigida


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