Orizzonti Simbruini logo quadrato bianco
I PIÚ LETTI
TAG
Anello intorno a Campo della Pietra
Orizzonti Simbruini è un progetto indipendente di documentazione del paesaggio e della natura dei Monti Simbruini, nell'Appennino centrale
22170
post-template-default,single,single-post,postid-22170,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,select-child-theme-ver-1.0.0,select-theme-ver-3.5,wpb-js-composer js-comp-ver-5.2,vc_responsive
 

Anello intorno a Campo della Pietra

Di fronte al piacevole pianoro di Campo della Pietra, proprio al centro del grande complesso montuoso dei Simbruini, lungo l’immaginaria linea di confine costituita dall’alveo del Fosso Fioio, che ne separa i versanti laziale e abruzzese, si apre un territorio quasi alieno, una terra di mezzo la cui natura ancora una volta smentisce il luogo comune dell’apparente uniformità e monotonia di paesaggi e ambienti di queste montagne.

Un paesaggio fatto di alte e brulle colline, tormentati canyon e singolari formazioni rocciose fa dell’acrocoro di Cesa Cotta uno dei luoghi più singolari e caratteristici di queste montagne. Un paesaggio, si badi bene, solo parzialmente naturale: come infatti ci suggerisce il nome, questa zona deve essere stata in passato oggetto di intenso sfruttamento boschivo. Ma questo non le toglie un fascino del tutto particolare, che è comune ad altri luoghi che si trovano lungo la valle del Fosso Fioio e che rappresentano una sorta di aree di transizione fra le due grandi porzioni del massiccio Simbruino.

Raggiungiamo Campo della Pietra passando da Vallepietra e dal parcheggio del Santuario della S.S. Trinità, constatando come purtroppo le opere di asfaltatura della mulattiera che raggiunge Camporotondo di Cappadocia si siano spinte fino ai margini del pianoro. Un problema, quello della proliferazione di vie di penetrazione forestali, più o meno legittime, sul quale il Parco dovrebbe prendere seri provvedimenti e procedere a una efficace regolamentazione.

Lasciando a destra il glorioso manufatto del rifugio SAIFAR, ci inoltriamo subito lungo la mulattiera che scende verso Fosso Fioio, costeggiando una bella valletta di origine carsica, punteggiata di grandi cespugli di ginepro. Di fronte a noi già si apre la vista sulle brulle alture di Cesa Cotta, una brusca cesura rispetto al contesto boschivo che ci stiamo lasciando alle spalle; un tocco di vivacità è dato dalla presenza di un nutrito gruppo di rondini montane che si esibiscono in veloci acrobazie nel cielo sopra le radure.

Mentre scendiamo verso il canyon scavato dalle acque del Fioio, la nostra attenzione è catturata dalle rigogliose fioriture di Viola eugeniae che caratterizzano la sommità delle alture di Cesa Cotta. Entrati nel canyon, notiamo subito l’assenza di acque di scorrimento superficiali, a differenza della situazione incontrata esattamente un anno fa nel nostro anello intorno alla Valle Bertina. La situazione di siccità è segnalata anche dalla triste presenza di numerose ovoteche di anfibi, probabilmente rospo comune, abbandonate a seccare sul greto del torrente asciutto: quest’anno purtroppo la stagione non ha portato loro fortuna.

Incontriamo anche una colossale e per certi versi impressionante colonia di Formica (Subformica) clara, una specie di importanti dimensioni diffusa soprattutto in ambiente montano. Il formicaio si mostra con una grossa protuberanza fatta di scarti vegetali, caratterizzata dal brulicare infernale di operaie che vanno e vengono dai prati circostanti.

Procediamo verso sud-est, non appena il fianco sinistro (destra orografica) della valle ci presenta un varco non troppo ripido ne approfittiamo per salire sul margine del grande altipiano di Cesa Cotta, caratterizzato tra l’altro anche dalla presenza di vecchie opere di rimboschimento effettuate sia con fruttiferi che con conifere. Il pianoro sommitale offre una interessante visuale sulla vallata: dai pendii boscosi del Monte Autore al profilo ancora bianco di neve del Monte Tarino, cui risponde sul versante opposto la dorsale boscosa della Monna Rosa, al centro la grande faggeta del Ceraso si spinge fino alle alture di Campo Staffi e del Colle delle Lisce.

Tutta l’area è interessata da una estesa fioritura di viole, principalmente nella varietà gialla, si nota anche la presenza numerosa dell’asfodelo (Asphodelus albus), che ancora non ha emesso lo stelo principale, non mancano poi Scilla bifolia e altre fioriture tipiche del periodo di inizio primavera. Mentre esaminiamo il terreno per cercare qualche inquadratura sulle fioriture, ci imbattiamo in una voluminosa borra, il rigurgito di pelo tipicamente emesso da alcuni uccelli rapaci, ricca di frammenti ossei di micromammiferi … un ritrovamento da manuale !

Poco dopo notiamo anche il probabile autore: appollaiato su uno degli sparuti alberi che adornano i fianchi delle colline, un grosso gheppio osserva l’ambiente circostante in attesa di spiccare il volo. In un attimo è nel cielo e con movimenti quasi impercettibili comincia a tracciare larghi cerchi ascendenti, sorvegliando la steppa in cerca di piccole prede.

Fasi di volo di un gheppio

Gironzoliamo un po’ senza meta e proseguiamo lungo l’acrocoro in direzione del Tarino, fino a trovare una traccia che ci permette di ridiscendere nell’alveo del Fioio, in un’area caratterizzata da interessanti pinnacoli di roccia. Molto bello il passaggio di quota tra l’ambiente sommitale e quello del bacino del torrente, la varietà paesaggistica di quest’area non smette di sorprendere.

Proseguiamo lungo il Fioio fino all’incrocio con la mulattiera di Camporotondo, da qui saliamo oltre nella bella radura erbosa de La Lungara, un luogo che lascia sempre a bocca aperta per l’incredibile senso di pace e di armonia che vi si respira. Erba, fiori, pascoli e acqua: un angolo di paradiso ai piedi del Monte Tarino. Qui finalmente troviamo anche il corso del torrente, ancora in superficie, caratterizzato da larghi meandri che si aprono la via nel pianoro erboso. Ci concediamo un breve girovagare in questo luogo che ricordo sempre con una certa nostalgia, sin dall’infanzia, poi riprendiamo la mulattiera lasciata poco prima, stavolta in risalita verso ovest, raggiungendo in breve il Casino di Troili.

La luce del tardo pomeriggio ci lascia apprezzare ancor più il pianoro di Campo della Pietra, tra l’erba verdissima, le fioriture, le prime foglie sui faggi e i canti di miriadi di uccelli tutto intorno. Prima di rientrare un’ultima sorpresa: una bella coppia di Corvo imperiale sorvola il pianoro con ampie planate, per posarsi poi su un grande faggio, dal quale ci saluta emettendo caratteristici versi.

L’anello è compiuto, si tratta di un itinerario adatto a tutti che offre interessanti spunti paesaggistici e può essere ampliato a piacimento per esplorare un’area nel cuore dei Simbruini che merita senz’altro di essere conosciuta meglio.

VIDEO
DIFFICOLTA'
  • Difficoltà: E
  • Percorrenza: circa 2.00h totali
  • Dislivello: 200m
SENTIERISTICA

Segnavia bianco-rossi segnavia_small n° 684D e SI solo per brevi tratti; il resto dell’itinerario si svolge fuori sentiero.

CARTOGRAFIA CONSIGLIATA: Carta dei sentieri del Parco dei Monti Simbruini

ACCESSO STRADALE

Giunti a Vallepietra si prosegue per il Santuario della S.S. Trinità, raggiungendone il parcheggio dopo circa 10Km (attenzione, la strada non è transitabile dal 1° Novembre al 30 Aprile). Qui si può lasciare l’auto nelle aree adibite alla sosta, scendendo poi in pochi minuti a Campo della Pietra lungo la carrareccia che si stacca sulla sinistra del parcheggio (lato bancarelle).

Anello intorno a Campo della Pietra ultima modifica: 2015-05-01T11:00:31+00:00 da Francesco Ferreri


Utilizzando il sito, accetti la nostra politica di utilizzo dei cookie. maggiori informazioni

Questo sito si avvale dell'utilizzo di cookie tecnici necessari al corretto funzionamento e alla completa fruizione dei contenuti, nonché di cookie di terze parti secondo le finalità illustrate nella cookie policy. Per maggiori informazioni o per negare il consenso all'utilizzo di tutti o ad alcuni dei cookie, consultare la cookie policy. Cliccando su "Accetta" e/o proseguendo nella navigazione, si acconsente all’utilizzo dei cookie.

Chiudi