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Antartica Simbruina
Orizzonti Simbruini è un progetto indipendente di documentazione del paesaggio e della natura dei Monti Simbruini, nell'Appennino centrale
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Antartica Simbruina

Nella notte tra Venerdì e Sabato la neve è scesa copiosa sui Simbruini; dopo qualche timido accenno ad inizio Dicembre, seppur con ampio ritardo, è questa la prima grande nevicata di stagione. Diventa d’obbligo quindi approfittare della bella giornata che il sabato annuncia al mattino per salire in alto, alla caccia di quegli scenari incantati e cristallizati che offre la natura dopo il passaggio delle tempeste invernali.

Con l’amico Francesco ci diamo appuntamento alle 14 per partire alla volta della zona dei Colli Staffi, una serie di morbide dorsali carsiche che si dipano ai piedi del versante Est del Monte Cotento, ottimo balcone di osservazione sulle vicine cime dei Monti Cantàri ed Ernici, nonchè sui grandi massicci abruzzesi.

Arrivati a Campo Staffi però il meteo non è così favorevole come si credeva e completamente avvolti nella nebbia ci avviamo verso il punto più alto della dorsale che chiude ad est la desolata zona sciistica. Siamo oltre i 1800 metri di quota, nonostante il forte e gelido vento di tramontana la nebbia non accenna minimamente ad allargarsi, la neve fresca alta almeno un metro rende faticoso l’avanzare seppur su una pendenza minima. Tutto è immerso in un unico colore, il bianco della neve e della nebbia; la giusta direzione si segue solo ad intuito.

Giunti sul punto più alto del crinale le forti raffiche di vento spazzano la neve ghiacciata rendendo difficile anche solo tenere aperti gli occhi; così ci gettiamo subito nell’ampia e riparata valle delimitata ad Est dai crinali che segnano il confine tra Lazio ed Abruzzo. Quì  tutto giace immobile nel silenzio; ad interrompere il mare bianco solo un gruppo di larici che sembrano soccombere sotto il carico inverosimile di neve. Di tanto in tanto il paesaggio completamente bianco viene scuarciato da sprazzi di cielo azzurro.

Il tempo pare leggermente volgere al meglio ed attraversato il rado bosco con il suo aspetto incantato riguadagnamo la parte sommitale del crinale per godere di un miglior panorama sui vicini Monti Cantàri, purtroppo però ancora coperti da nebbie e nuvole. Attendiamo a lungo ed invano che il maestoso Monte Viglio si mostri in tutta la sua interezza finchè la luce inizia a cambiare, il sole sta oramai calando dietro l’orizzonte e le nevi sulle poche cime circostanti visibili iniziano ad assumere tinte prima dorate, poi rosse.

Il panorama anche se non sconfinato è maestoso. Le folate di vento aumentano sempre più di intensità, a tratti veniamo investiti da poderose raffiche di blizzard, neve ghiacciata spazzata dal vento. Permanere in cima al crinale diviene fisicamente provante, quasi impossibile con la temperatura percepita che scende ben oltre i -10°. La nostra uscita assume sempre più i connotati di un piccola spedizione antartica! Dopo qualche scatto fotografico scendiamo frettolosamente al riparo sotto-cresta e poi iniziamo a ripercorrere a ritroso i passi fatti all’andata mentre nel cielo balenano gli ultimi bagliori violacei del crepuscolo.

Sulla via del ritorno, mentre tutto è avvolto nella fredda “luce d’argento” della sera, osservo intorno a me le morbide alture carsiche che sommerse dalla spessa coltre di neve modellata senza tregua dal vento gelido cambiano aspetto come dune nel deserto. Il paesaggio è così austero che risulterebbe difficile da credere tale se non fosse visto da vicno, vissuto dall’interno in prima persona. I mie ultimi passi in questo scenario severo ed inospitale, ma al contempo solenne, sono accompagnati nella mia mente dalle parole di un bellissimo brano dei Rhapsody, “Rage of he Winter“, che mai come in questo caso sembra descrivere gli scenari incontrati:

 

….Cold is the winter snow falls down
mystical lights dance in the sky to the winds of night
Spell of the nature fill all my soul
kiss with your wonderful song my land with love
Rage of the winter mould the horizon
cover the mountains forest and lakes
Rage of the winter magical wonder
enchanted fury majestic force….

CORPO MACCHINA: Canon EOS 500D | OBIETTIVI: Canon EF-S 18-55 f/4.5-5.6 | TREPPIEDI: Manfrotto Compact Action

Antartica Simbruina ultima modifica: 2014-01-25T17:00:34+00:00 da Daniele Frigida


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