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Orizzonti Simbruini è un progetto indipendente di documentazione del paesaggio e della natura dei Monti Simbruini, nell'Appennino centrale
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Monti Cantari: risalendo i pendii ghiacciati e spazzati dal vento - © Daniele Frigida
Sui Monti Cantari in inverno

La catena dei Monti Cantari, posta trasversalmente tra i Monti Simbruini propriamente detti ed i Monti Ernici, oltre che per elevazione (vetta di Monte Viglio, 2156 m.s.l.m.), rappresenta la massima espressione dell’impervio e severo ambiente d’alta quota del Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini. Read More

La cascata di Trevi - Monti Simbruini - © D. Frigida
La cascata di Trevi

I Monti Simbruini sono un’area estremamente soggetta ai fenomeni meteorici come del resto lascia intuire il nome stesso che deriva dal latino Sub Imbribus, letteralmente traducibile in “sotto le piogge“. La particolare esposizione alle correnti umide proveniente da occidente ne fa addirittura il luogo più piovoso dell’Appennino centrale, con una media di precipitazioni annue che superano i 2000mm. Tutto ciò, unito al marcato carsismo del suolo e ad un complesso sistema di cavità sotterranee, fa sì che nelle zone pedemontane sgorghino dopo lunghi percorsi sotterranei innumerevoli sorgenti, le quali confluendo tra loro danno vita ad sistema idrogeologico di primissima importanza, le cui arterie principali sono i fiumi Aniene e Simbrivio.

Proprio in concomitanza della confluenza tra questi due importanti corsi d’acqua si trova uno dei luoghi più caratteristici e fotografati dei Simbruini, la cascata di Trevi, conosciuta anche come cascata di Comunacque (dal nome del luogo, dove il Simbrivio si getta nell’Aniene). Quì in un ambiente selvaggio, da un particolare foro nella roccia, sgorga con tutto il suo impeto l’Aniene che con un salto di alcuni metri si getta nel sottostante placido laghetto prima di riprendere veloce la corsa verso valle. Il fragore dell’acqua rimbomba prepotente all’interno del piccolo anfiteatro di rocce che circonda il salto. Tutt’intorno alla cascata  sono sparsi resti di opere e manufatti antichissimi, tra cui quelli del tratto iniziale dell’ acquedotto romano dell’Anio Novus, che riforniva di acqua l’Urbe.

Il luogo, raggiungibile in pochi minuti dalla strada con il sentiero segnato ST1, è incantevole ed è insieme al laghetto di San Benedetto sicuramente il tratto più pittoresco del fiume Aniene; peccato solo che la disastrosa nevicata del Febbraio 2012 abbia devastato la zona facendo rovinare a terra numerosi alberi. Nonostante tutto vale assolutamente una visita!

VIDEO
DIFFICOLTA'

DIFFICOLTA’: T

TEMPO DI PERCORRENZA: 15 min dal ponte di Comunacque

DISLIVELLO: circa 25 m

SENTIERISTICA

Segnavia bianco-rossi segnavia_small ST1 – Sentiero Natura 1

CARTOGRAFIA CONSIGLIATA: Carta dei sentieri del Parco dei Monti Simbruini

ACCESSO STRADALE

Da Trevi nel Lazio seguire le indicazioni stradali per Vallepietra (SP28); superata una centrale idro-elettrica (dopo 1 km) parcheggiare in uno spiazzo sulla destra subito dopo un bar-ristorante nei pressi di un ponte. Da quì ha inizio il sentiero ST1 per la cascata.

Fiumata: il fosso Riglioso tra i faggi - Monti Simbruini - © D. Frigida
Fiumata, dove nasce l’Aniene

In località Fiumata, nel comune di Filettino (FR), al centro del grandioso anfiteatro verde composto dalle vette del Monte Tarino, del Monte Cotento e dell’altopiano di Faito, sgorgano e si uniscono tra loro il torrente Riglioso ed il fosso dell’Acqua Corore; questa unione da vita al Fiume Aniene, uno dei principali corsi d’acqua del Lazio, che proprio in questa vallata inizia la sua lunga corsa. Read More

Scorcio dalle alture di Cesa Cotta sull'alveo del Fioio e Campo della Pietra - Monti Simbruini - © D. Frigida
Anello intorno a Campo della Pietra

Di fronte al piacevole pianoro di Campo della Pietra, proprio al centro del grande complesso montuoso dei Simbruini, lungo l’immaginaria linea di confine costituita dall’alveo del Fosso Fioio, che ne separa i versanti laziale e abruzzese, si apre un territorio quasi alieno, una terra di mezzo la cui natura ancora una volta smentisce il luogo comune dell’apparente uniformità e monotonia di paesaggi e ambienti di queste montagne. Read More

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