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Cervara di Roma - Orizzonti Simbruini
Orizzonti Simbruini è un progetto indipendente di documentazione del paesaggio e della natura dei Monti Simbruini, nell'Appennino centrale
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Cervara di Roma

Tra tutti i paesi che fanno da corollario alla grande area verde dei Monti Simbruini sicuramente Cervara di Roma è quello più caratteristico e se vogliamo pittoresco. Il borgo, dominato dai ruderi dell’antico castello, è arroccato su uno sperone roccioso del Monte Pellione posto a dominio della Valle dell’Aniene. Dal paese si può godere di panorami e scorci unici, i quali sono da sempre fonte di ispirazione per artisti provenienti da tutta Europa.

IL PAESE

Cervara di Roma è posta a 1053 metri s.l.m. risultando così il comune più alto della provincia di Roma ed il secondo del Lazio dopo Filettino; ad oggi conta poco meno di 500 abitanti. L’intero centro storico, visitabile esclusivamente a piedi, è caratterizzato da un suggestivo susseguirsi di vicoli, scalinate, gallerie, piazzette e piccole logge mentre le varie abitazioni, addossate le une alle altre, risultano in piena armonia tra loro. La conformazione è quella tipica di un borgo medievale: al nucleo centrale posto in cima ad uno sperone roccioso in posizione strategica (dove sorgevano le costruzioni principali, come il castello) si affianca infatti un secondo nucleo “civile”, estesosi nel corso degli anni più in basso lungo i fianchi della montagna. A congiungere le due espansioni urbanistiche vi è la piazza principale che sorge proprio al centro del paese. Subito sotto all’antica rocca (della quale oggi purtroppo non rimane praticamente nulla) sorge la chiesa di S. Maria della Visitazione, al cui interno è conservato il corpo di San Felice, martire cristiano rinvenuto nella catacomba romana di San Callisto ed oggi patrono del paese. Fuori dal borgo è invece presente la graziosa chiesa rurale di Santa Maria della Portella, eretta nel XIV secolo d.C., e così chiamata proprio per via della sua posizione posta all’ingresso dell’abitato. Più in basso rispetto al paese si trovano ancora oggi le rovine dell’antico avamposto de La Prugna, dominate dalla caratteristica torre d’avvistamento.

LA STORIA

Il primo documento ufficiale in cui si fa riferimento al nome di Cervara è datato 884 d.C., anno in cui alcuni territori di Subiaco (tra cui proprio l’allora chiamato Monte Cervaria) vennero donati all’abate benedettino Stefano. Con un’emendamento del console Cesario infatti, questa zona, insieme ad altri ben 23 “castelli” della Valle dell’Aniene, passò sotto il diretto controllo del monastero di San Benedetto che in quegli anni vedeva crescere la propria influenza (non solo spirituale) sull’intera area sublacense.

Nei secoli subito successivi, vista la posizione strategica in cui sorgeva, Cervara divenne prima un’importante castello della Val d’Aniene e successivamente teatro di lunghe lotte ed assedi: su tutte va ricordata la battaglia che si combattè nel 1273, durante la quale il castello rimase assediato per ben due mesi dalle truppe del papa Innocenzo V che alla fine ebbero la meglio su Pelagio da Jenne il quale, dopo aver preso possesso del forte ed essersi autoeletto abate, aveva compiuto azioni di razzia in tutta l’alta valle dell’Aniene.

Nel 1592 il castello di Cervara, insieme al vicino avamposto de La Prugna, fu assalito e danneggiato gravemente dai briganti al seguito di Marco Sciarra; da allora la roccaforte perse importanza strategica e fu abbandonata a se stessa tanto che ad oggi del castello non vi è più traccia se non i resti di qualche basamento. L’unico documento in cui appare l’antica rocca nelle sue fattezze originali è un dipinto ad olio dell’800.

L’ARTE ED I MONUMENTI

Sin dai primi anni dell’Ottocento Cervara è stata meta di numerosi viaggi per artisti provenienti da tutta Europa, i quali hanno trovato nelle bellezze uniche del paesaggio e nella solenne natura circostante un’inesauribile fonte di ispirazione per le loro opere. Tra i numerosi pittori che nel corso dei secoli hanno visitato il borgo vanno sicuramente annoverati il tirolese Giuseppe Antonio Kock, Bartolomeo Pinelli, noto illustratore di Roma e provincia, ed Ernest Hébert autore del famoso dipinto “Les Cervaroles”.

In tempi più recenti è stata invece realizzata la cosiddetta “Scalinata degli Artisti“: lungo diverse rampe di scale che conducono verso la sommità del paese, in una sorta di museo a cielo aperto, per opera di svariati artisti sono stati dislocati o addirittura ricavati dalla roccia viva bassorilievi, dipinti, sculture ed opere artistiche di svariati generi.

Nei pressi della chiesa di S. Maria della Visitazione è inoltre presente il Museo della Montagna, nel quale sono esposti oggetti di ogni genere inerenti la storia e la vita degli antichi abitanti del paese e del legame degli stessi con la montagna, unica fonte di (duro e sofferto) sostentamento.

LA NATURA

Cervara di Roma è uno dei punti di accesso all’immenso patrimonio naturalistico del Parco Naturale dei Monti Simbruini: dal paese si possono infatti raggiungere diversi punti di partenza di sentieri e cammini segnati che conducono alla scoperta di angoli naturali ed incontaminati dalla suggestiva bellezza.

A 1430 metri di quota si trova la frazione turistica di Campaegli, dove è possibile praticare escursionismo e passeggiate a cavallo; in inverno gli immensi altopiani carsici della zona sono ideali per vivere a contatto con la natura indossando le ciaspole o gli sci da fondo.

Da alcuni anni l’ente Parco ha inoltre istituito nella località di Prataglia l’Aarea Faunistica del Cervo, grazie alla quale è stato possibile allevare e successivamente reintrodurre sui Simbruini questo meraviglioso ungulato, precedentemente andato ad estinguersi per via della scellerata attività venatoria praticata dalla fine del XIX secolo.

IMMAGINI
Cervara di Roma ultima modifica: 2014-07-29T13:50:50+00:00 da Daniele Frigida


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