Orizzonti Simbruini logo quadrato bianco
I PIÚ LETTI
TAG
Contrasti di Primavera sul Monte Midia
Orizzonti Simbruini è un progetto indipendente di documentazione del paesaggio e della natura dei Monti Simbruini, nell'Appennino centrale
20819
post-template-default,single,single-post,postid-20819,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,select-child-theme-ver-1.0.0,select-theme-ver-3.5,wpb-js-composer js-comp-ver-5.2.1,vc_responsive
 

Contrasti di Primavera sul Monte Midia

Il Monte Midia (1737 m.s.l.m.) è una delle principali elevazioni del versante abruzzese dei Monti Simbruini; ne consegue che dalla sua cima e dai suoi crinali sommitali, dove non è presente la faggeta, si possa godere di panorami e scorci di elevata bellezza. Sicuramente il colpo d’occhio migliore si ha d’infilata sulla lunga Valle della Dogana, la quale si estende proprio dalle pendici del Midia sino all’abitato di Camporotondo, frazione di Cappadocia (AQ).

Raggiunta la oramai ex stazione turistica di Marsia e lasciata l’auto al termine della strada asfaltata, poco oltre l’ingresso del camping, si inizia il sentiero che corre prima, per circa 200 metri, sulla larga mulattiera in direzione Sud-Est poi su tracce di tratturo entra in leggera salita nella faggeta. Con vari saliscendi si attraversano delle radure dove innumerevoli fioriture tappezzanti colorano un ambiente altrimenti dominato solo dal verde dei prati e dal rosso ruggine dei faggi; colore assai atipico per questo periodo, ma quest’anno assai diffuso in tutto l’Appennino centrale nella fascia che va circa dai 1300 ai 1700 metri a causa delle tardive gelate e nevicate di fine Aprile, le quali hanno stroncato sul nascere tutti i nuovi e teneri getti vegetatiti dei faggi.

Ci si trova quindi ad osservare uno scenario del bosco tipico dell’Autunno, con gli alberi carichi solo di foglie intirizzite e secche, mentre la domanda sorge spontanea: come saprà reagire la faggeta a questo stravolgimento dei suoi naturali cicli? Se ad inizio Maggio, subito dopo le improvvise e repentine ondate di freddo, con un certo ottimismo si era quasi certi che da li a poco le piante avrebbero reagito con nuovi getti, ora, a distanza di oltre un mese e mezzo, vista la situazione immutata, si fa sempre più largo l’ipotesi che per l’intero ciclo annuale non si avrà altra attività vegetativa da parte delle faggete colpite. Le uniche fasce boschive che sembrano essersi miracolosamente salvate sono quelle poste alle quote più alte; questo è dovuto molto probabilmente al minor avanzamento della nuova germogliatura di questi boschi nel periodo di forte regressione termica avuto ad inizio Primavera. Sarà comunque interessante seguire l’evoluzione e gli impatti di questa anomala situazione.

Tornando all’itinerario, una volta entrati nella faggeta, a tratti vetusta, si punta a raggiungere i già visibili crinali esposti ad Ovest. Nel bosco si incontrano fioriture di Silene e di Neottia nidus-avis, in assoluto una delle specie di orchidee meno appariscenti presenti sui Simbruini vista la sua colorazione pallida e spenta, dovuta alla sua origine di pianta saprofita, ossia priva di clorofilla.

In breve si esce allo scoperto e sui crinali esposti alla luce diretta del sole si incontrano vere e proprie esplosioni colorate: per gli appassionati di fiori e macro-fotografia si tratta di un paradiso! Tra le altre si trovano in gran numero fioriture di Gymnadenia conopsea (manina rosea), Neotina tridentata, Genziana alata (Gentiana utriculosa L.), Centaurea Montana (Cyanus montanus) ed Asfodeli (Asphodelus L.). Oltre alle innumerevoli fioriture da quì anche il panorama sulla Valle della Dogana inizia ad essere interessante; si nota in primo piano il costone del Monte Padiglione (1627 m.s.l.m.), anch’esso luogo ricco di interessanti fioriture in Primavera.

Proseguendo intuitivamente sul filo sommitale del crinale, su un terreno non del tutto agevole vista la mancanza di un sentiero battuto, si risale in circa 30 minuti sino alla cima del Monte Midia, contraddistinta dalla consueta croce di vetta. Come già accennato, il panorama è sicuramente interessante, con scorci d’infilata sull’intero complesso simbruino diversi da quelli che le cime più note e frequentate offrono. Da quì si può inoltre maggiormente apprezzare in un’unica vista d’insieme la particolarissima situazione ambientale attuale (Giugno ’16), con i forti ed inconsueti contrasti tonali tra l’acceso verde nuovo delle praterie, il caleidoscopio di colori delle rigogliose fioriture e l’amaranto uniforme dei boschi arsi dalle tardive gelate.

In discesa si segue lo stesso sentiero, facendo attenzione a rientrare nel bosco nel punto esatto da cui si proveniva all’andata (purtroppo la mancanza di segnavia richiede una maggiore attenzione). In circa 45 minuti si rientra al punto di partenza.

DIFFICOLTA'

DIFFICOLTA’: E

TEMPO DI PERCORRENZA: 1h andata / 1h ritorno

DISLIVELLO: 300m

SENTIERISTICA

Percorso NON SEGNATO (anche se sulla carta – Ed. Il Lupo – risulta segnato come sentiero n°4)

CARTOGRAFIA CONSIGLIATA: Carta “Simbruini, Ernici occidentali, Carseolani, Affilani” – Ed. Il Lupo

ACCESSO STRADALE

Da Carsoli seguire le indicazioni stradali per Marsia (18 km), ex stazione turistico-sciistica, oggi semi-abbandonata. Giunti all’inizio dell’abitato, al primo bivio prendere in salita verso destra e proseguire fino al camping. Si può arrivare a Marsia anche da Tagliacozzo seguendo le indicazioni per Carsoli e Roccacerro.

Contrasti di Primavera sul Monte Midia ultima modifica: 2016-06-14T13:15:52+00:00 da Daniele Frigida


Utilizzando il sito, accetti la nostra politica di utilizzo dei cookie. maggiori informazioni

Questo sito si avvale dell'utilizzo di cookie tecnici necessari al corretto funzionamento e alla completa fruizione dei contenuti, nonché di cookie di terze parti secondo le finalità illustrate nella cookie policy. Per maggiori informazioni o per negare il consenso all'utilizzo di tutti o ad alcuni dei cookie, consultare la cookie policy. Cliccando su "Accetta" e/o proseguendo nella navigazione, si acconsente all’utilizzo dei cookie.

Chiudi