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Fosso delle Vaglie, la valle delle cascate
Orizzonti Simbruini è un progetto indipendente di documentazione del paesaggio e della natura dei Monti Simbruini, nell'Appennino centrale
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Fosso delle Vaglie, la valle delle cascate

Il Fosso delle Vaglie è forse l’angolo dei Simbruini che più di altri fa percepire la ricchezza di acque di questo territorio montano, offrendo la possibilità di avvicinarsi a quei luoghi segreti e miracolosi dove l’acqua, dopo un lungo percorso sotterraneo, torna a sgorgare alla luce e a portare la vita al bosco e ai suoi abitanti.

Nel cuore della Valle del Simbrivio – formidabile impluvio che raccoglie le acque di un bacino di ragguardevoli dimensioni – un vecchio cammino riscoperto e reso nuovamente percorribile grazie alla nuova rete sentieristica del Parco dei Monti Simbruini, permette al visitatore di realizzare una impegnativa quanto remunerativa risalita dal borgo di Vallepietra fino alle radure di Campo dell’Osso, entrando in contatto diretto con il ciclo vitale delle acque, fatto di sorgenti, rivoli, polle e cascate, in uno scenario sempre intimo, segreto e selvaggio.

Già alla partenza – nella Valle dei Muralli, ai piedi dell’appuntito Colle Crocione Rotondo – l’acqua si rivela protagonista dello scenario, grazie al vivace ruscello che anche in piena estate esibisce una significativa portata d’acqua. La salita è subito tesa, diretta attraverso appezzamenti e vecchi casolari, si insinua nelle pieghe della montagna con l’intenzione di coglierne la dimensione più intima. Aggirato un costone, superate le ultime tracce dell’opera umana, si entra nell’alveo del Fosso delle Vaglie, dove l’acqua torna ben presto ad accompagnare il cammino, talora col frastuono di scrosci nascosti nel bosco, talora con frizzanti rivoli e cascatelle che rinfrescano la vista al passaggio.

La vegetazione è rigogliosa e riposante, ricca di felci, malve, ciuffi di campanule, con l’interessante presenza del leccio tra le essenze arboree. Il sentiero si fa vario e piacevole con brevi attraversamenti di ruscelli e morbide anse modellate tra le rocce. Un breve strappo su ghiaione, ai piedi di una paretina di rocce, richiede un po’ di impegno aggiuntivo, ma si prosegue poi sempre rinfrancati dalla vicinanza dell’acqua.

A una curva del sentiero si intravede, sulla sinistra, la prima grande cascata – che è anche la più spettacolare dell’intero percorso: qui è d’obbligo lasciare un attimo il sentiero e calarsi – con attenzione – fra le piante fino alla base della cascata, che è formata in realtà da tre salti sovrapposti. Il luogo è assai raccolto, un piccolo specchio d’acqua racchiuso tra la folta vegetazione e una parete concava di rocce levigate: nella pozza nuotano vivacemente dei corpulenti girini … è incredibile come la vita arrivi a popolare anche il più recondito spazio di queste montagne.

Dopo una doverosa e meditata sosta nel grembo della cascata, è tempo di proseguire verso l’alto, risalendo il corso delle acque fino alla sorgente della Fonte delle Vaglie, secondo punto di riferimento di questo lungo percorso. Dopo alcuni tornanti ci si alza sopra il limite del bosco, con bella vista sul borgo di Vallepietra e sull’altopiano di Faito, una comoda cengia rocciosa aggiunge poi movimento al percorso offrendo un bel colpo d’occhio sulle pareti di roccia da cui sgorga la cascata.

Attraversiamo quindi una fresca radura popolata di grandi felci e solcata dall’ennesimo rivolo d’acqua che sgorga come dal nulla, una successiva apertura nel bosco ci offre la vista di un altro piccolo salto d’acqua, poi ancora a zig-zag raggiungiamo uno dei passaggi più suggestivi: una piccola cengia di rocce solcate e modellate fa da fondo per un breve tratto al torrente, l’acqua scorre fra i nostri piedi per poi gettarsi sulla sinistra. Sentiamo veramente di essere nel cuore della montagna: da ogni angolo le acque sgorgano alla luce e vivificano la natura che ci circonda, una sensazione davvero particolare che solo questo angolo di montagna riesce a trasmettere.

Ancora un piccolo sforzo, lasciamo il bivio per l’Acqua del Piccione e proseguiamo a destra fino a giungere, in una decina di minuti, alla Fonte delle Vaglie, una piccola radura nel bosco dove ha origine il corso d’acqua principale che alimenta poi le cascate sottostanti. Idealmente questo può essere considerato un punto tappa per un itinerario più breve (circa 1.30h dalla Valle dei Muralli); al di sopra l’ambiente cambierà nettamente: lasceremo il mondo delle acque per spingerci verso l’alta montagna e le grandi faggete.

La risalita al di sopra della fonte toglie un po’ il fiato, il sentiero si incunea in boschi cupi stretti tra pareti rocciose, ma presto raggiungiamo l’area sommitale compresa tra il Colle Crocione Rotondo e la facciata delle Vaglie: è un ritorno alla luce e all’aria mentre il panorama si allarga finalmente oltre le alture circostanti. Voltandoci per un attimo, scorgiamo di lontano, sopra un bel ramo secco e contorto, una femmina di gheppio che sembra ghermire tra gli artigli una piccola preda. Siamo ora in ambiente aperto, tra piccole vallette e morbidi rilievi, sopra di noi troneggia la cresta della Monna dell’Orso, contrafforte del massiccio del Monte Autore.

Ai margini del sentiero notiamo con piacere diverse fioriture di Epipactis atrorubens, un’altra orchidea da aggiungere alla nostra collezione simbruina. Più in alto, laddove il sentiero corre lungo il fianco di un vallone e lambisce il bosco con i primi esemplari di faggio abbiamo la fortuna di rinvenire anche numerose fioriture di Lilium bulbiferum, il regale giglio di San Giovanni, inconfondibile nella sua veste color arancio sgargiante. La presenza del faggio fa intuire che siamo prossimi alle aree sommitali, di fatto la pendenza comincia a scemare e dai ripidi pendii dell’impluvio del Simbrivio ci addentriamo mano mano in uno dei valloni che scendono direttamente da Campo dell’Osso.

L’ultimo tratto dell’itinerario è immerso nel fitto della faggeta, in un vallone lungo, stretto e dal fondo fangoso, a tratti ostruito dai resti di un taglio boschivo. Ben presto cominciamo a scorgere il sole caldo del pomeriggio tra i grandi fusti di faggio: ecco le prime radure punteggiate di Genziana maggiore (Gentiana lutea), in fioritura in questi giorni di inizio estate. Finalmente, raggiungiamo l’amena radura di Pratolungo, a pochi passi dal parcheggio di Campo dell’Osso.

Realizziamo solo ora di aver percorso a ritroso il cammino dell’acqua, che proprio attraverso queste radure inizia a filtrare nel grembo della terra iniziando il viaggio segreto che la porterà a unirsi alle acque del Simbrivio e dell’Aniene.

Una nota conclusiva la meritano gli operatori del Parco dei Monti Simbruini, che hanno saputo ripristinare e tracciare (egregiamente) questo antico percorso lungo il Fosso delle Vaglie, lontano dalle mete più frequentate, che permette all’escursionista di conoscere a pieno quegli ambienti intermedi tra il fondovalle e gli altipiani sommitali, caratterizzati da una significativa varietà naturale e paesaggistica.

DIFFICOLTÀ

DIFFICOLTÀ: EE

TEMPO DI PERCORRENZA: circa 3.30h di salita, l’itinerario può essere percorso lasciando una seconda macchina a Campo dell’Osso, la discesa per lo stesso itinerario fino a Vallepietra richiede invece circa 3.00h

DISLIVELLO: circa 750m

SENTIERISTICA

Segnaletica del Parco, segnavia bianco-rossi segnavia_small

  • 683d: Centro Visita Vallepietra – Fonte delle Vaglie – Fonte Acqua delle Donne – Centro Visita Vallepietra
  • 673b: Campo dell’Osso – Colubretta – Fonte del Vallone (Acqua del Piccione) – Campo dell’Osso (da Fonte delle Vaglie in su)

CARTOGRAFIA CONSIGLIATA: Carta dei Sentieri del Parco dei Monti Simbruini

ACCESSO STRADALE

Giungendo a Vallepietra, da Subiaco (Jenne) o da Trevi/Altipiani di Arcinazzo, poco prima di entrare in paese si prende il bivio sulla sinistra e poi ancora a sinistra seguendo le indicazioni per la Fonte della Regina e la diga sul Simbrivio, si segue la strada asfaltata che scende a tornanti superando un ponticello e poi proseguendo ancora a sinistra a un successivo bivio, imboccando la Valle dei Muralli. Si parcheggia l’auto nei pressi di uno spiazzo da cui è ben visibile il Colle Crocione Rotondo. Il sentiero inizia poco più avanti sulla destra, lungo una ripida stradina poderale.

Fosso delle Vaglie, la valle delle cascate ultima modifica: 2014-07-30T21:35:37+00:00 da Francesco Ferreri


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