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I faggi di Cannavacciari
Una breve escursione a piedi ci conduce nel cuore di una delle aree boscose più ampie dei Simbruini, alle pendici del Monte Autore la piccola radura dei Cannavacciari costituisce una meta ideale per godersi una piena immersione nella grande faggeta.
faggio Cannavacciari
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I faggi di Cannavacciari

Approfittando di un po’ di tempo libero, questo pomeriggio ho deciso di raggiungere la località Cannavacciari, sui Simbruini: si tratta di una piccola radura che si trova in posizione sospesa tra la Valle Maiura e la Valle dell’Autore, all’interno della faggeta di Monte Autore.

E’ un luogo che mi interessava conoscere da tempo, perché costituisce in pratica l’unica località sufficientemente aperta all’interno della vasta foresta di Monte Autore, questo la rende da un lato un ottimo punto di riferimento topografico e, dall’altro, costituisce un buon punto di osservazione per conoscere la vita all’interno di questa estesa area boscata che, di fatto, è da considerarsi una delle faggete più grandi dell’Appennino.

Mi ero rassegnato a compiere un percorso di scoperta, armato di GPS e cartine, quando la settimana scorsa, passeggiando per la Valle Maiura, mi sono accorto che un sentiero è stato recentemente tracciato e segnalato, nell’ambito dell’ottima iniziativa di sistemazione della rete sentieristica del Parco, da poco presentata al pubblico anche in un recente convegno.

Il bivio per Cannavacciari si trova poco dopo l’inizio della sterrata della Valle Maiura, venendo da Campo dell’Osso, (tavolini da pic-nic, sentiero 673d). La salita è piacevole nel bosco, lungo antiche piste di carbonari. La faggeta colonnare è molto fitta e cambia aspetto repentinamente in base ai movimenti del sole e delle nuvole nella luce calda del pomeriggio. Man mano che si sale, si presentano alla vista esemplari di faggio più vecchi, alcuni anche in stato di decomposizione: un’ottima occasione per provare a cercare qualche esemplare di Rosalia alpina.

Dopo una mezz’oretta di cammino, guadagnato prima un crinale  e poi in leggera discesa, si giunge al margine meridionale della radura: la valletta è lunga e stretta, nella parte centrale si notano fenomeni di erosione che lasciano pensare all’azione di qualche flusso d’acqua estemporaneo, che dà vita a una serie di insenature e avvallamenti simili a quelli del Fosso Vorracchio.

Interessante la presenza di numerosi esemplari vetusti di faggio, che punteggiano quà e là i margini della radura: alcuni crescono proprio in mezzo al prato, sono curiosi perché non hanno la solita forma a cupola dei faggi isolati, sono invece molto alti e slanciati come se fossero cresciuti all’interno di una foresta che poi, intorno a loro, è scomparsa. Ce ne sono molti che sono in tutto o in parte decomposti, coperti di funghi e segnati dalle intemperie, uno addirittura sembra tagliato in due da un fulmine.

Le fioriture sono un po’ scarse per la stagione, poche viole e ranuncoli e niente più, ma del resto il clima è stato abbastanza imprevedibile negli ultimi mesi. Nella luce del pomeriggio estivo non ci sono grandi spunti fotografici, ma il luogo promette bene: mi affascina il senso di isolamento, il trovarsi in questa specie di segreto altipiano circondato dall’immensa foresta su tutti i lati, sicuramente tornerò in circostanze più promettenti !

Dall’estremità settentrionale si può riscendere verso i Tre Confini (è il percorso che stavo percorrendo a ritroso qualche tempo fa), mentre il sentiero segnato prosegue dal margine meridionale e ridiscende verso la Valle dell’Autore, rendendo possibile un interessante anello che tocchi poi Monte Autore e ritorni per la strada delle Vedute a Campo dell’Osso, sicuramente più breve di quello che percorre Valle Maiura e sfocia in Camposecco.

DIFFICOLTA'

Difficoltà: E

Percorrenza:  1.00h fino alla radura di Cannavacciari

Dislivello: 200m

SENTIERISTICA

SEGNALETICA: sentieristica del Parco, segnavia bianco/rossi segnavia_small n° 673d

CARTOGRAFIA CONSIGLIATA: Carta dei Sentieri del Parco dei Monti Simbruini

ACCESSO STRADALE

Da Subiaco raggiungere la località turistica di Livata e proseguire per Campo dell’Osso, superato il piazzale (bar e ristori) si prosegue per alcune centinaia di metri su strada asfaltata e malandata, fino a incontrare una piazzola sulla sinistra, dove si parcheggia (indicazioni per Valle Maiura).

I faggi di Cannavacciari ultima modifica: 2013-06-07T12:25:18+00:00 da Francesco Ferreri


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