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I patriarchi della Serrasecca
Orizzonti Simbruini è un progetto indipendente di documentazione del paesaggio e della natura dei Monti Simbruini, nell'Appennino centrale
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I patriarchi della Serrasecca

La Serrasecca è la lunga costiera montuosa che si alza dalla Piana del Cavaliere e corre, tra i territori di Pereto e Rocca di Botte, a fianco del confine Lazio-Abruzzo, segnato in questo quadrante del comprensorio dei Simbruini dal corso del Fosso Fioio. Caratterizzata da pendii estremamente ripidi sul versante che occhieggia sull’abitato di Camerata Nuova, presenta invece un aspetto più dolce e fittamente boscato nel versante che guarda gli altipiani a monte di Pereto. Culminata nella sommità della Cima di Vallevona, la dorsale si immerge nuovamente verso il grande acrocoro Simbruino unendosi nell’area del Monte Morbano, importante punto di snodo di percorsi tra il versante laziale e quello abruzzese.

Interessante sia per gli aspetti paesaggistici – notevoli i panorami in tutte le direzioni – che per le particolarità floristiche, la Serrasecca merita sicuramente un’esplorazione approfondita in tutta la sua estensione, che contiamo di proporvi nel periodo più opportuno. Oggi invece ci vogliamo soffermare su una particolarità naturalistica che caratterizza un tratto relativamente breve della lunga dorsale, poco al di sopra del Santuario della Madonna dei Bisognosi, in corrispondenza dell’abitato di Camerata Nuova.

Sarà capitato a molti di voi di incontrare, specialmente in prossimità delle creste molto esposte al vento e in generale agli agenti atmosferici, grandi alberi ormai privi di vita, dei quali rimane solo uno scheletro contorto, nodoso, sofferto, che testimonia l’epica battaglia che la pianta ha combattuto contro le forze ostili della Natura.

C’è un luogo lungo la cresta della Serrasecca dove è possibile ammirare un gran numero di questi patriarchi fossili, magnifici esemplari di quercia ormai seccati e pietrificati in pose eroiche, scavati dal vento e dalla neve, contorti in pose strazianti. E’ possibile raggiungere l’area partendo dal Santuario della Madonna dei Bisognosi e seguendo il sentiero CAI (n.3 nella carta dei Monti Carseolani) che sale brevemente alle spalle della chiesa, superando alcuni impianti di radiotrasmissione per proseguire a mezza costa sul versante di Pereto (bella vista sulla costiera del Fontecellese – Midia), dopo circa mezz’ora il sentiero inizia a piegare in ripida salita verso sud, in direzione della cresta, qui inizia l’area popolata dai vecchi patriarchi, grosso modo in corrispondenza della zona che su alcune carte è riportata come Ara di Ercole (quota 1280m).

Gli esemplari più interessanti si trovano soprattutto sul versante che guarda l’abitato di Camerata, è consigliato senz’altro percorrere avanti e indietro il sentiero di cresta per poi allontanarsi in esplorazione sul versante sud-ovest, la zona è sufficientemente aperta per escludere problemi di orientamento.

E’ affascinante muoversi tra questi vetusti patriarchi, che ricordano alla lontana le forme dei pini loricati dell’Appennino meridionale, o i leggendari bristlecone pine della Sierra Nevada, ogni albero ha una sua storia, raccontata da segni e venature di quel che resta della sua corteccia. Nelle forme contorte e sofferenti il legno si rivela nuovamente vivo, liquido e sinuoso, affascinante nella sua matericità primordiale. Uno degli esemplari più caratteristici è quello che abbiamo ribattezzato Il Grido lignificato, che sembra alzare i suoi rami mozzi come braccia verso il cielo in cerca di un’ultima eterna speranza … si trova nella parte più bassa del tratto di cresta, in un piccolo spiazzo circondato da rocce e dal bosco ancora vivo.

Un breve itinerario che consigliamo soprattuto agli amanti della fotografia, da percorrere in inverno (attenzione alla stagione della caccia, trovandosi l’area fuori dai confini del parco è spesso frequentata da cacciatori che non hanno niente di meglio da fare che sparare ai poveri uccellini di passo), quando la vegetazione circostante non ostruisce troppo la vista dei vecchi scheletri. Per scoprire ancora un angolo insolito della grande montagna simbruina.

IMMAGINI

CORPO MACCHINA: Nikon D7100 | OBIETTIVI: Tokina 11-16 f/2.8, Sigma 150-600 f/5-6.3 DG OS HSM, Nikkor AF 70-210 f/4 | TREPPIEDI: Cullmann Magnesit 528 - TESTA: Manfrotto 498RC2

I patriarchi della Serrasecca ultima modifica: 2015-02-05T21:38:07+00:00 da Francesco Ferreri


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