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Il cinghiale sui Monti Simbruini
Orizzonti Simbruini è un progetto indipendente di documentazione del paesaggio e della natura dei Monti Simbruini, nell'Appennino centrale
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Il cinghiale sui Monti Simbruini

Il cinghiale (Sus scrofa) è un mammifero artiodattilo appartenente alla famiglia dei Suidi; per via delle sue straordinarie doti di resistenza ed adattabilità viene considerato una delle specie di mammiferi a più ampia diffusione: vive infatti in tutta l’Europa, oltre a porzioni di Asia, Nord-Africa ed America. Sui Monti Simbruini è praticamente presente ovunque.

 

DIMENSIONI e ASPETTO

Gli esemplari adulti della sottospecie che abita la nostra penisola possono arrivare a misurare fino a 180 cm di lunghezza, per un’altezza al garrese che può sfiorare il metro ed un peso massimo che raggiunge e talvolta supera il quintale; i maschi hanno dimensioni e peso ben maggiori rispetto alle femmine.

La corporatura è tozza e massiccia, mentre le zampe, dotate ognuna di 4 zoccoli, due più grandi e due meno sviluppati posti nella parte posteriore del piede, sono corte e sottili; nonostante ciò il cinghiale riesce a muoversi velocemente e con agilità nel fitto del sottobosco e su pendii impervi. L’intero corpo, ad eccezione di alcune piccole aree della testa e delle zampe, è ricoperto da dure setole di colore nero-grigio negli adulti, mentre i cuccioli hanno una colorazione più chiara, sui toni del marrone con striature beige-rossicce, fondamentale per garantire una miglior mimetizzazione da eventuali predatori, ai quali sono certamente più vulnerabili degli adulti.

Le setole nella zona della testa e delle spalle formano una sorta di criniera (più visibile in alcuni esemplari rispetto ad altri), la quale viene drizzata in situazioni di pericolo per aumentare l’aspetto arcigno ed intimorire l’avversario. Il corpo, oltre che da setole, nei mesi invernali è coperto da un sub-strato lanoso, ideale per garantire l’isolamento termico dal freddo, mentre la pelle risulta molto dura e poco vascolarizzata, permettendo così al cinghiale di essere immune da punture di insetti e vipere, oltre che dai graffi causati dai rovi del sottobosco. La coda, lunga fino a 40 cm, termina con un ciuffo di pelo ed è utilizzata per comunicare situazioni di agitazione/irritamento.

La testa è grande e massiccia, dotata di un lungo muso conico che termina in un grugno; questo è dotato di un’apposita muscolatura che lo rende assai mobile ed è utilizzato per rovistare nel terreno alla ricerca di cibo. Gli occhi sono posti ai lati del cranio per garantire un campo visivo quanto più possibile ampio, anche se l’acutezza visiva del cinghiale e piuttosto poco sviluppata (compensata comunque da altri sensi, quali l’udito e l’olfatto).

I canini, anche chiamati zanne, sono la caratteristica principale del cinghiale; si tratta di denti a crescita continua, presenti sia nelle femmine che nei maschi, ma solo su questi ultimi raggiungono dimensioni tali da risultare ben al di fuori della bocca: quelli inferiori, più grandi di quelli superiori, raggiungono infatti anche i 30 cm di lunghezza. Lo sfregamento fra canini superiori ed inferiori e fra canini superiori ed incisivi inferiori, coi quali combaciano, fa sì che le zanne mantengano sempre un orlo tagliente, il che le rende uno strumento assai funzionale per scavare il terreno in cerca di cibo, per la difesa dai predatori e per il combattimento tra simili durante il periodo degli amori.

 

HABITAT

I cinghiali vivono principalmente nei boschi maturi e prediligono in particolare i querceti (vanno ghiotti di ghiande!); in generale comunque il cinghiale si dimostra ben adattabile in termini di habitat e colonizza praticamente ogni tipo di ambiente a disposizione purché vi sia a disposizione abbastanza cibo ed acqua. Nonostante resiste molto bene al freddo, durante l’inverno tende a scendere da quote più alte verso le campagne ed i fondovalle, dove, in assenza di copertura nevosa, continua a trovare ampia disponibilità di cibo per il suo sostentamento.

Sui Monti Simbruini, ed in generale in tutto l’Appennino, l’unico animale in grado di predare il cinghiale è il lupo, il quale comunque agisce sempre in branco e nei confronti di esemplari giovani o debilitati; infatti in un confronto diretto con esemplari di cinghiale adulti ed in buona salute il predatore avrebbe quasi sempre la peggio, rischiando addirittura di uscire dal combattimento con ferite mortali. Comunque, al di fuori delle aree protette, il nemico principale di questa specie è certamente la caccia praticata dall’uomo.

ALIMENTAZIONE

Il cinghiale è un animale onnivoro e la sua dieta è assolutamente varia durante l’arco dell’anno, anche se è sempre prettamente basata su vegetali. Si nutre infatti principalmente di ghiande, frutti di stagione, bacche, funghi, radici e tuberi, ma in casi più eccezionali può mangiare anche insetti, invertebrati, uova ed addirittura carcasse di altri animali. Per la ricerca del cibo si affida al suo finissimo olfatto e sfrutta il suo grugno per dissotterrare o ribaltare pietre che nascondono potenziali pasti.

 

COMPORTAMENTO e ABITUDINI

Si tratta di un animale sociale, che vive in gruppi guidati dalla scrofa più anziana e composti da svariate femmine con al seguito i propri cuccioli; a volte più gruppi possono unirsi stabilmente tra loro dando origine a grossi branchi. Solo i maschi più anziani conducono una vita solitaria e si riuniscono alle femmine per il solo periodo dell’accoppiamento. Ogni gruppo occupa un proprio territorio, il quale, grande anche diversi km quadrati, viene delimitato tramite secrezioni odorose.

La riproduzione, dopo un periodo di gestazione di circa 3 mesi e mezzo, avviene sia in primavera che alla fine dell’estate; le femmine infatti possono andare in estro fino a tre volte l’anno. L’incontro tra più maschi adulti attorno ad uno stesso gruppo di femmine spesso genera tensioni e scontri: se ai segnali intimidatori scambiati tra due maschi contendenti nessuno dei due demorde, si passa ad aspri combattimenti; il vincitore guadagnerà così il diritto ad accoppiarsi con le femmine del gruppo.

Come tutti le altre specie simili, anche il cinghiale cura la propria “igiene” rotolandosi quotidianamente in pozze fangose; il fango che rimane attaccato sul suo corpo ha diverse funzioni che svariano dalla protezione solare in estate alla cicatrizzazione delle ferite procuratesi in combattimento o durante gli spostamenti nel fitto sottobosco. Il fango secco viene solitamente rimosso stregandosi contro i tronchi degli alberi.

I cinghiali sono inoltre da sempre noti per il loro temperamento aggressivo ed indomito: se presi alla sprovvista ed in assenza di vie di fuga, questi animali, anche se feriti o debilitati,  possono attaccare senza troppe remore, combattendo strenuamente. La notevole differenza di conformazione delle zanne tra i maschi e le femmine comporta anche un diverso approccio nei confronti dell’avversario: i primi infatti caricano a testa bassa tentando di sventrare il nemico con le lunghe zanne, mentre le femmine si “limitano” a sferrare morsi ripetuti. Detto ciò va comunque sottolineato come questo animale rappresenti per l’uomo un pericolo decisamente limitato: come la gran parte delle specie selvatiche infatti, in caso di incontro, la loro prima reazione e sempre la fuga e solo nel caso in cui questa gli venga in qualche modo impedita potrebbero passare all’attacco. Certamente le scrofe con al seguito i loro cuccioli o animali feriti (ad esempio durante la caccia), se messi alle strette, potrebbero risultare molto aggressivi e pericolosi.

VIDEO
Il cinghiale sui Monti Simbruini ultima modifica: 2016-11-05T18:07:35+00:00 da Daniele Frigida


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