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Il dono del Cervo
Il dono del Cervo: la storia di una fotografia, l'incontro con il cervo, nobile custode dei segreti della foresta.
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Un possente maschio di cervo nella nebbia - Monti Simbruini - ph F.Ferreri

Il dono del Cervo

Un’alba agli inizi di ottobre, un’uscita che avevo da qualche giorno in testa, un semplice giro alla ricerca di qualche scatto documentale dell’avifauna locale, approfittando delle prime ore di luce del mattino. L’itinerario era ben fissato nella mente, il percorso più diretto per giungere nel luogo dove fermarsi per l’appostamento, in attesa del passaggio. Il tempo non è granché, le nubi lambiscono l’altopiano sommitale, trasformandosi in nebbie fitte e dense … poco male, penso, mi saranno d’aiuto nel celare la mia presenza tra i cespugli durante l’appostamento.

Ancora pochi chilometri in auto prima di raggiungere il luogo da dove proseguire a piedi, ma poco prima di parcheggiare un lampo mi balena per la mente: perché non percorre un itinerario un po’ più lungo e meno diretto, giusto per avere una panoramica più completa della zona e controllare un’area più ampia di quella possibile con un singolo appostamento.

Indossati gli scarponi e caricato il pesante fardello dello zaino si parte, nella luce appena accennata del giorno che nasce; pochi chilometri nel bosco in salita sono sufficienti per togliere il fiato, ma cerco di tirare senza soste fino a raggiungere il primo punto elevato da cui sia possibile controllare il cielo circostante.

Nel fitto della nebbia difficile riuscire a intravedere qualcosa che si muova nell’aria. Provo a scrutare col binocolo tutto intorno il margine del bosco, quando ad un tratto senza nemmeno realizzarlo cosciamente individuo una strana sagoma, una macchia indefinita, appena accennata, quasi trasparente, immobile al riparo di un albero. Pur non essendo in grado di discernere la forma – la nebbia è troppo densa in questo momento – l’istinto ormai sviluppato in anni di perlustrazioni nel bosco mi fa pensare che si tratti di un animale e non di un semplice cespuglio. Lo tengo fisso col binocolo, in attesa che la nebbia cali un po’ … ecco, è un quadrupede, un cavallo? No! Guardo meglio mentre la cortina di vapori finalmente si indebolisce un po’: è uno splendido esemplare di cervo nobile, un maschio possente, altero, con un palco estremamente robusto e sviluppato; un magnifico adulto che si gode il meritato riposo, la stagione del bramito si può dire appena conclusa.

Resto immobile ad osservarlo, ora attraverso il mirino della fotocamera: la luce è scarsissima, sono al limite delle possibilità delle attrezzature, con l’aiuto del solo monopiede e cercando di abbracciare il pesante teleobiettivo in modo da immobilizzarlo il più possibile, faccio di tutto per non perdere l’occasione di fermare almeno un fotogramma, giusto per essere sicuro di averlo visto e non sognato!

Superbo e sicuro bruca le poche erbette disponibili con calma, incurante del freddo e dell’umidità, spostando lentamente il possente palco nell’aria, con movenze che incantano: è il più bell’esemplare che abbia visto finora sui Simbruini, non il solito maschio giovane dal gracile palco, ma un adulto imponente, con un palco ben sviluppato e ramificato.

Per tanto tempo, in verità, avevo fantasticato di incontrarlo così, possente sbucare fuori dalle nebbie, nella speranza che quella visualizzazione diventasse prima o poi realtà: non si tratta semplicemente un animale selvatico, ma del simbolo stesso della bellezza trascendente e inafferrabile della Natura, nobile custode degli arcani della foresta e dei segreti sentieri dello spirito.

Resto fermo ancora un po’, finché non lo vedo scomparire nuovamente nelle nebbie, così come era apparso, come un fantasma.

ALTRE IMMAGINI

FOTOCAMERA: Nikon D7100 | OBIETTIVO: Sigma 150-600 f5.6-6.3 | MONOPIEDE

Il dono del Cervo ultima modifica: 2015-11-19T17:00:56+00:00 da Francesco Ferreri


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