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Il Santuario della Santissima Trinità
Uno dei luoghi più affascinanti e ricchi di mistero dei Simbruini è il santuario della S.S. Trinità a Vallepietra. Connubio unico di spiritualità e natura.
Santuario della Santissima Trinità
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Il Santuario della Santissima Trinità

Il connubio tra spiritualità e natura ha radici profonde, antiche e tuttora tangibili sui Monti Simbruini. Numerose ed importanti sono le testimonianze di questo legame: eremi (come quello della Santa Chelidonia), monasteri e santuari sono sorti in passato tra queste silenziose e solenni montagne. Un segno forse, sicuramente non un caso. Tra questi luoghi scelti dall’uomo per la ricerca del contatto con l’ultraterreno, un approfondimento particolare va dedicato al Santuario della Santissima Trinità, a Vallepietra, nel cuore profondo dei Simbruini.

Situato a 1300 metri sul livello del mare, ai piedi di una precipite e strapiombante parete di roccia calcarea, affacciato sulla profonda e verde valle del Simbrivio, nel silenzio dei Monti Simbruini sorge il santuario della Santissima Trinità. Si tratta molto probabilmente del più importante luogo di culto nel mondo dedicato alla Triade tant’è che ogni anno, nei giorni subito precedenti alla ricorrenza della festività dedicata alla Trinità (la domenica successiva alle Pentecoste), migliaia di pellegrini vi si recano percorrendo lunghi e faticosi tragitti a piedi, anche di diversi giorni. Dalla Valle dell’Aniene, dalla Ciociaria e dall’Abruzzo sono decine le “compagnie” che seguendo i rispettivi stendardi si recano ad ossequiare l’immagine sacra della Trinità, sfidando la fatica e le intemperie, da secoli condotte nella fede in questo arcaico rito.

Dopo aver vissuto in prima persona l’esperienza del pellegrinaggio viene spontaneo chiedersi l’origine di questo luogo di culto, così impervio e remoto, e prima ancora il motivo dell’indescrivibile richiamo che lo stesso esercita da sempre sui fedeli. In passato sono stati effettuati diversi importanti studi sulle origini e sui perché della nascita di questa meta di culto; nonostante ciò ad oggi permangono ancora numerosi dubbi e punti oscuri.

Il punto focale di questo antico santuario è rappresentato dall’immagine sacra delle “Tre persone”, la Trinità appunto, situata in una grotta intorno alla quale è poi sorta l’odierna cappella. Il dipinto ritrae Padre, Figlio e Spirito Santo in posizione seduta, intenti con la mano destra nel gesto della benedizione mentre con l’altra mano sostengono un libro aperto. Ed è proprio questa rappresentazione “orientaleggiante” della Trinità, tipicamente bizantina, che potrebbe dare una spiegazione sulle origini del santuario, probabilmente sorto nella zona dove trovarono dimora dei monaci provenienti dall’oriente. A rafforzare la teoria che questi luoghi furono anticamente frequentati da migratori provenienti dalle terre dell’antico Impero Romano d’Oriente ci sono inoltre alcuni toponimi della zona, decisamente inusuali nel resto dell’Italia centrale; su tutti va annoverato il nome del vicino paese di Cappadocia, nome condiviso con la famosa regione dell’antica Anatolia (oggi Turchia).

La stessa origine della visitazione del luogo, nei secoli divenuta poi sempre più diffusa fino ad assumere la forma di veri e propri pellegrinaggi, potrebbe essere ricondotta agli stessi monaci, probabilmente eremiti, che vi si erano rifugiati. Come avveniva anche in altri importanti siti di isolamento spirituale (basti pensare agli asceti di Meteora, in Grecia), gli eremiti che vi risiedevano avevano un forte ascendente sulle popolazioni locali, le quali addirittura vi si rivolgevano in quanto ritenuti personaggi saggi, puri, in diretto contatto con Dio e dunque capaci di consigli ed insegnamenti. Quelle che inizialmente dunque potevano essere le sporadiche visite degli abitanti della zona agli eremiti, nel tempo (e con la diffusione della fede cristiana) si trasformarono in veri e propri afflussi di fedeli verso i luoghi un tempo abitati da personaggi “santi”. La teoria dell’arrivo sul Colle della Tagliata in un lontano passato di personaggi ignoti è avvalorata inoltre da un’antica pergamena, la quale narra la vicenda di due ravennati che si rifugiarono sul monte Autore per fuggire alle persecuzioni dell’imperatore romano Nerone.

Basata su questo documento storico si diffuse poi una leggenda, la quale vuole che i due rifugiati ricevettero la visita degli apostoli San Pietro e San Giovanni i quali dopo essere sbarcati a Francavilla, stavano attraversando l’Appennino centrale. Ai quattro uomini apparve un angelo che  fornì  loro cibo e fece incredibilmente fuoriuscire dalla roccia una sorgente d’acqua; il giorno seguente ai quattro apparve la Santissima Trinità che benedì il monte Autore come monte sacro, alla pari del monte Sinai.

Stando comunque alla tradizione cristiana popolare, questa narra la storia di un contadino che intento ad arare la sua terra sul Colle della Tagliata vide cadere nel precipizio sottostante i due buoi insieme all’aratro. L’uomo  invocò al miracolo ed affacciandosi precipitosamente dall’enorme parete rocciosa vide che l’aratro era rimasto impigliato ad una roccia mentre i buoi pascolavano tranquillamente dinanzi ad una grotta; nel frattempo nella stessa cavità era misteriosamente apparsa l’immagine della  Trinità.

Su quali siano dunque i motivi e le vere origini di questo luogo carico di fascino e di spiritualità non vi è certezza, solo ipotesi. Innegabile è invece la forza misteriosa che da sempre ha portato gli uomini alla ricerca dell’Assoluto nel silenzio della Natura, a testimonianza di quella sacralità intrinseca che permea le bellezze naturali, un valore che oggi è quanto mai necessario comprendere e recuperare.

Nelle immagini seguenti vi mostriamo la solenne bellezza del santuario immerso nella solitudine e nel silenzio della notte; a nostro avviso è infatti questa la situazione migliore, senza la confusionaria folla di pellegrini e turisti, per cogliere l’intima essenza di questo luogo ricco di fede e mistero.

Il Santuario della Santissima Trinità ultima modifica: 2014-05-05T23:30:25+00:00 da Daniele Frigida


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