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La faggeta alle soglie dell'autunno: da Stellante a Campitellino
La faggeta alle soglie dell'autunno: da Stellante a Campitellino. Breve ma interessante percorso anello di facile accesso, da percorrere in autunno per apprezzare al meglio l'ambiente della faggeta che circonda l'ampia depressione della Valle del Simbrivio, con Vallepietra al suo centro
Autunno, Simbruini
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La faggeta alle soglie dell’autunno: da Stellante a Campitellino

Tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre la faggeta inizia la sua trasformazione in vista dell’Autunno, con i primi freddi notturni il bosco inizia a tingersi pian piano di giallo, mentre il terreno più umido si popola di tante varietà di funghi. L’itinerario proposto permette di percorrere la magnifica faggeta di Stellante fino a raggiungere la panoramica altura di Colle Campitellino, magari in un pomeriggio di ottobre dopo un acquazzone, per godere delle brume e dello spettacolo del cielo che rischiara al tramonto.

L’itinerario inizia all’avvio del sentiero 674a del Parco, in corrispondenza della grande curva di Stellante lungo la strada che collega Livata a Campo dell’Osso.  Si percorre questo sentiero in breve salita, fino a un bivio (cartello): a destra il sentiero prosegue verso il Colle della Colubretta, mentre il nostro percorso si tiene a sinistra lungo il sentiero 673b, che si inoltra in discesa nella grande faggeta di Stellante.

L’ambiente è maestoso, ad appena poche centinaia di metri dalla strada carrozzabile il silenzio si fa subito totale. Le piante di faggio si presentano con fusti altissimi, slanciati verso la volta compatta e ancora verdeggiante della foresta. Qua e là appaiono le prime fronde color giallo e ruggine, segno che i primi rigori dell’autunno hanno dato il via al processo che porterà il bosco a risplendere dei caldi colori dell’oro. Scendiamo agevolmente su terreno umido fino a incrociare, nei pressi di una radura, la carrareccia che conduce ai Fondi di Jenne. Proseguiamo oltre, sempre in leggera discesa, ammirando il bosco in tutte le sue sfumature, nel silenzio interrotto ogni tanto dal garrulo verso della ghiandaia.

Il sentiero prosegue in discesa lungo un solco tracciato dalle acque superficiali, che scorrono verso l’impluvio del Simbrivio. Dopo circa 20 minuti di cammino si arriva a incrociare una pista forestale che corre sul fianco destro della valle, mentre avanti a noi si intuisce il brusco cambiamento di pendenza che segna la fine del piano sommitale e l’inizio del grande alveo della valle del Simbrivio, in fondo al quale si adagia l’abitato di Vallepietra. Proseguiamo brevemente lungo il sentiero per affacciarci sulla vallata, in località Piana Tozzi, con belle aperture verso Colle Crocione Rotondo, Colle della Tagliata e il Monte Tarino, che sonnecchia tra le nuvole che ancora stentano a diradarsi. Intorno, impervi valloni e forre rocciose scendono verso il fondovalle, mettendo in mostra una tenace vegetazione disperatamente aggrappata ai ripidi pendii.

Finita l’osservazione, torniamo sui nostri passi fino a raggiungere la pista forestale incrociata poco prima, la seguiamo – uscendo fuori sentiero – fino a trovarci sulla nostra destra un valloncello che sale verso un crinale, da cui si vede la luce trasparire tra le chiome degli alberi: è il filo di cresta del Colle della Colubretta, che sovrasta la piana dei Fondi di Jenne. Saliamo lungo il valloncello nella bella faggeta della Colubretta, cercando di muoverci contemporaneamente verso sinistra (est), sfruttando le numerose tracce dei boscaioli e tenendo sempre come riferimento la luce del crinale.

In breve siamo in cresta e ritroviamo i segnali del sentiero 682. Lo seguiamo prima in cresta, poi di nuovo in discesa nel bosco, fino a raggiungere la solitaria e pianeggiante radura di Campitelli: la attraversiamo seguendo i segnavia, per tutta la lunghezza, tenendoci sul lato sinistro della vallata. In breve siamo di nuovo di fronte al bosco, per l’ultimo breve attraversamento che ci porta ad affacciarci sulla panoramica conca di Campitellino. Lasciamo brevemente il sentiero, che segue sul fianco destro della conca, e seguiamo invece tracce di carrareccia raggiungendo l’orlo sinistro del colle, fino a costeggiare il bosco che si affaccia sul Colle della Tagliata (lo stesso bosco che abbiamo visto nella nostra sosta panoramica a Piana Tozzi). Scendiamo brevemente nel bosco, interessato da un recente taglio che ha diradato notevolmente il versante, per affacciarci nuovamente verso il fondovalle e ammirare ulteriormente la complessità dei rilievi di questo angolo della montagna.

Torniamo indietro verso la sommità di Colle Campitellino (1417m) giusto in tempo per ammirare la luce del sole che finalmente si fa strada tra le nuvole e bassa a occidente colpisce in momenti successivi il Monte Cotento e il Monte Viglio, facendone risplendere i fianchi rocciosi di riflessi dorati. Per pochi minuti, i prati della conca di Campitellino si illuminano della calda luce che precede il tramonto, giusto il tempo per osservare lo spettacolo delle delicate farfalle Melitaea che riposano sugli steli dei cardi, intorpidite dal freddo.

Sono circa le 18.00 ed è ora di riprendere il cammino a ritroso lungo il sentiero 682, in breve raggiungiamo il bosco e poi la radura di Campitelli, per proseguire poi in salita verso il Colle della Colubretta. Camminiamo propro sul filo del crinale tenendo sulla destra una fitta schiera di faggi che creano interessanti chiaroscuri alla luce del sole ormai prossimo al tramonto.

In breve incrociamo nuovamente la strada che sale dai Fondi di Jenne, il sentiero 682 prosegue a sinistra verso Fondi di Jenne, mentre noi proseguiamo lungo il 674 che segue il crinale di nuovo in salita nel bosco, toccando prima una panchina in legno e poi, nei pressi di un punto sosta con tavolini, ritrovando il bivio iniziale (674a/673b).

In breve riscendiamo alla carrozzabile, ormai è il crepuscolo e il canto di una civetta tra gli alberi ci accompagna mentre ci prepariamo a rientrare a casa. In conclusione, si tratta di un itinerario non troppo lungo né faticoso, che vale la pena ripercorrere in pieno autunno, con il foliage dei faggi al massimo dello splendore. Il piccolo tratto fuori sentiero è del tutto intuitivo, in alternativa si può scegliere di percorrere il sentiero di cresta (674a + 682) sia all’andata che a ritorno, perdendo però l’attraversamento della magnifica faggeta di Stellante.

DIFFICOLTÀ

DIFFICOLTÀ: E

TEMPO DI PERCORRENZA: circa 1.30h per l’andata, 1.00h per il ritorno

DISLIVELLO: circa 100m

SENTIERISTICA

Segnaletica bianco-rosso del Parco:

  • 674a: Stellante-Fondi-Pozzitello-Morra dell’Aquila-Colle Taleo-S.Biagio-S.Benedetto-S.Scolastica
  • 673b: Campo dell’Osso – Colubretta – Fonte del Vallone (Acqua del Piccione) – Campo dell’Osso (da Fonte delle Vaglie in su)
  • 682: Pozzo della Creta Rossa-Pozzo della Neve-Fondi-Colubretta-Campitelli-Pozzo della Creta Rossa

CARTOGRAFIA CONSIGLIATA: Carta dei Sentieri del Parco dei Monti Simbruini

ACCESSO STRADALE

Da Subiaco si segue la strada provinciale che raggiunge la località sciistica di Livata, proseguendo poi in direzione di Campo dell’Osso, poco dopo il bivio per Jenne a un’ampia curva a U nei pressi di un’area pic-nic si parcheggia e si prende il sentiero 674a (cartello segnaletico).

La faggeta alle soglie dell’autunno: da Stellante a Campitellino ultima modifica: 2014-10-05T19:07:49+00:00 da Francesco Ferreri


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