Orizzonti Simbruini logo quadrato bianco
I PIÚ LETTI
TAG
La Salamandrina dagli occhiali sui Monti Simbruini
Orizzonti Simbruini è un progetto indipendente di documentazione del paesaggio e della natura dei Monti Simbruini, nell'Appennino centrale
20930
post-template-default,single,single-post,postid-20930,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,select-child-theme-ver-1.0.0,select-theme-ver-3.5,wpb-js-composer js-comp-ver-5.2.1,vc_responsive
 

La Salamandrina dagli occhiali sui Monti Simbruini

Con il nome comune di Salamandrina dagli occhiali si identifica un insieme di anfibi urodeli che solo recentemente è stata suddiviso in due specie distinte geneticamente, pur se morfologicamente estremamente simili: Salamandrina terdigitata e Salamandrina perspicillata. L’areale di distribuzione delle due specie vede S. perspicillata presente nella fascia Appenninica, prevalentemente sul versante tirrenico, a nord del fiume Volturno e in Puglia, mentre S. terdigitata è diffusa a sud del Volturno. Inoltre, S. perspicillata, presente anche sui Monti Simbruini, ha dimensioni leggermente maggiori, tra i 7 e gli 11 cm di lunghezza, e si distingue per l’assenza di una maculatura grigio-blu presente invece in S. terdigitata.

Più in generale, l’aspetto è relativamente esile, il corpo schiacciato con l’ossatura del torace particolarmente in evidenza, colorazione nero-bluastra sul dorso, con presenza di verruche regolari, zampe e coda caratterizzati da una colorazione rosso corallo più evidente nella metà inferiore, ventre chiaro con punteggiatura irregolare. Il nome comune deriva dalla macchia di colore bruno-rossastro che evidenzia il capo all’altezza degli occhi e ricorda vagamente la forma di un occhiale.

Frequenta ambienti boscati tra i 200m e i 900m, preferibilmente boschi di latifoglie con buona disponibilità di acque correnti: ruscelli, torrenti, ambiti fluviali caratterizzati dall’assenza di forti correnti, ma anche fontanili e pozze che siano caratterizzati da buona ossigenazione delle acque. Tipicamente l’area di attività è quella compresa tra la riva dei corsi d’acqua e le zone di rocce e muschio circostanti, in un raggio di non più di 100 metri. Gli adulti sono prevalentemente terrestri ma la deposizione delle uova e lo sviluppo delle larve avviene in acqua.

Più attiva nelle ore notturne e in prossimità del crepuscolo, può essere rinvenuta anche in pieno giorno in condizioni di particolare umidità dell’ambiente, il ciclo di attività annuale vede un periodo di estivazione durante i mesi più aridi, che viene trascorso al riparo in anfratti tra le rocce o nella terra e a volte un periodo di ibernazione invernale. La dieta è costituita essenzialmente da piccoli insetti che vengono catturati mediante estroflessione della lingua (come il camaleonte). Il periodo riproduttivo va da ottobre ad aprile, l’accoppiamento è caratterizzato da un comportamento rituale eseguito da entrambi i sessi, al termine del quale il maschio deposita a terra una sacca spermatofora che viene raccolta e incamerata dalla femmina. Al momento opportuno, generalmente tra marzo e aprile, la femmina depone in acqua le uova, che schiudono in una ventina di giorni. Tra i 2 e i 5 mesi avviene la metamorfosi delle larve in individui adulti, che hanno una dimensione poco superiore ai 2cm e assumono la livrea definitiva solo al secondo anno.

Tra i predatori principali della specie ci sono i rettili, gli uccelli come gli ardeidi, anfibi di taglia superiore come il rospo comune e anche i salmonidi come la trota per lo stadio larvale. In caso di minaccia la Salamandrina può assumere due caratteristici comportamenti difensivi: uno è la tanatosi, ovvero il restare completamente immobile fingendo la morte, l’altro più singolare è il cosiddetto unken-reflex, ossia l’incurvatura del corpo per mettere in mostra i colori dell’addome (che hanno significato di avvertimento di pericolo per i predatori) accompagnata dall’emissione di una sostanza tossica e irritante attraverso ghiandole presenti nella pelle.

Ma al di là dei predatori naturali, un rischio maggiore per questa specie così elusiva risiede nella progressiva alterazione degli ambienti ripariali, sia a causa dell’inquinamento delle acque sia per la manomissione dell’ecosistema boschivo ad opera, ad esempio, di attività di prelievo del legname.

IMMAGINI
VIDEO
La Salamandrina dagli occhiali sui Monti Simbruini ultima modifica: 2016-03-31T14:37:08+00:00 da Francesco Ferreri


Utilizzando il sito, accetti la nostra politica di utilizzo dei cookie. maggiori informazioni

Questo sito si avvale dell'utilizzo di cookie tecnici necessari al corretto funzionamento e alla completa fruizione dei contenuti, nonché di cookie di terze parti secondo le finalità illustrate nella cookie policy. Per maggiori informazioni o per negare il consenso all'utilizzo di tutti o ad alcuni dei cookie, consultare la cookie policy. Cliccando su "Accetta" e/o proseguendo nella navigazione, si acconsente all’utilizzo dei cookie.

Chiudi