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Saluto all'Estate: notte sui Colli Staffi - Orizzonti Simbruini
Orizzonti Simbruini è un progetto indipendente di documentazione del paesaggio e della natura dei Monti Simbruini, nell'Appennino centrale
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Saluto all’Estate: notte sui Colli Staffi

Come recita un noto detto popolare “Agosto è capo d’inverno“, ovvero in montagna è proprio in questo mese che solitamente dopo periodi continui di bel tempo si iniziano a percepire i primi cambiamenti climatici e si ha la palese percezione dell’inizio della fine della bella stagione. Con l’avanzare dei giorni infatti l’illuminazione solare diviene più breve, le temperature diventano sempre più fresche e soprattutto maggiormente soggette a sbalzi legati alle precipitazioni meteoriche, quest’ultime sempre più frequenti. In special modo durante la notte e nelle prime ore dell’alba la differenza di temperatura rispetto alle ore più calde del giorno è considerevole e può oscillare in casi particolari anche di 25/30°. In questo scenario quindi le notti in tenda vanno programmate molto più accuratamente rispetto ai mesi estivi centrali, quando su queste montagne salvo condizioni meteo pessime raramente si rischia di andare in contro a situazioni di disagio.  Ed è proprio negli ultimissimi giorni di Agosto, appena prima dell’arrivo di nuove perturbazioni, che abbiamo deciso di programmare l’ultima notte sotto le stelle per questa estate. Un’uscita che simbolicamente segna la fine, almeno per quest’anno, delle appassionanti notti passate a caccia di stelle col naso all’insù e con lo sguardo perso verso l’infinito; il nostro saluto all’estate, prima di iniziare a dedicarci a progetti specifici per il già imminente autunno.

Eccoci così nella luce del tardo pomeriggio di nuovo sulle alte terre dei Colli Staffi, un angolo di Simbruini a noi assai caro, alla ricerca di una piccola porzione di terreno pianeggiante ed abbastanza “comoda” per  il posizionamento della tenda: un compito tutt’altro che scontato su questi brulli e sassosi pendii. Individuato un piccolo spiazzo che sembra avere tutte le necessarie caratteristiche per permettere il bivacco notturno procediamo all’allestimento del piccolo “campo base”, appena in tempo per poterci dedicare ad una sessione fotografica durante il tramonto.

Da qui sicuramente la parte da protagonista nel panorama la farebbero i vicinissimo Monti Cantari, culminanti con le corrugate giogaie del Monte Viglio (2156 m.s.l.m.) se non fossero in questa occasione coperti da un denso banco di nubi. Fortunatamente verso Est invece l’orizzonte è sgombro e lo sguardo si infrange solo sulle alte e lontane cime dei grandi massicci abruzzesi, mentre a minor distanza si lasciano ammirare nella calda luce del tramonto gli infiniti crinali dei Simbruini abruzzesi, i quali gradualmente digradano verso la Valle del Liri e la piana del Fucino. Poi, mentre il sole scompare dietro la cima del Monte Tarino, una fresca brezza libera del tutto il cielo dalle foschie e dai vapori risaliti dalle vallate, lasciandoci ammirare finalmente le forme del Monte Viglio abbracciate dai morbidi ma saturi colori dell’ora blu. Proprio con questa vista ci apprestiamo a consumare una spartana ma assai soddisfacente cena, nell’attesa del buio e delle tante stelle.

Lo splendore della Via Lattea - Monti Simbruini - © D. Frigida

A fine Agosto le giornate sono assai più corte rispetto a quelle a cavallo tra la fine di Giugno e l’inizio di Luglio, tant’è che intorno alle 22.00 il cielo è già completamente buio e privo dei riverberi visibili in alta quota, permettendoci di iniziare senza nemmeno troppa attesa dal tramonto le riprese fotografiche notturne. Se da un lato un cielo completamente buio ad un orario non troppo tardo può risultare comodo, dall’altro c’è da riportare che in questo periodo la visibilità della Via Lattea è decisamente inferiore rispetto ad inizio estate e che questa “sorge” nel cielo assai alta rendendo così ben più complicato comporre le immagini se si vogliono includere anche porzioni leggibili di panorama, oltre che di cielo; in ogni modo, grazie all’utilizzo di lenti grandangolari, si riescono ad ottenere risultati apprezzabili. Con il trascorrere delle ore la Via Lattea esce dalle inquadrature più rappresentative, ma queste restano valide per ulteriori scatti effettuati con l’utilizzo della cosiddetta tecnica startrail, ben nota a chi pratica fotografia notturna, e che comunque sta letteralmente a significare “scia delle stelle“, ossia imprimere grazie a lunghe esposizioni (nell’ordine di diversi minuti) in scie luminose la diversa posizione che le stelle assumono nel cielo rispetto alla terra per via del movimento rotatorio di quest’ultima. Si tratta di una tecnica di ripresa estremamente affascinante che non trova eguali nella rappresentazione fotografica della rotazione terrestre.

Come già accennato diverse volte, vogliamo ricordare che tutte le nostre foto realizzate con questa tecnica sono frutto di esposizioni di diversi minuti (solitamente 25′ o 30′, limite massimo della D610 e di quasi tutte le reflex presenti sul mercato), mentre oggi è ben più diffuso l’utilizzo del “photo-merge“, che consiste nella realizzazione di (almeno) centinaia di scatti intervallati tra loro i quali vengono poi sovrapposti in post-produzione con l’utilizzo di specifici plug-in. Anche se il risultato estetico finale è pressoché lo stesso (anzi con questa seconda tecnica si può superare il suddetto limite dei 30′) continuiamo a preferire il classico scatto lungo, non per pigrizia o incapacità in post-produzione, bensì semplicemente perché “amiamo ancora fare fotografia con la macchina fotografica“, limitando all’indispensabile l’elaborazione delle immagini (consapevoli di tutti i pro e i contro del caso). Al di la di “romantiche” considerazioni a favore di singoli lunghi scatti c’è comunque da far notare che l’utilizzo in fase di ripresa di ISO bassissimi e di diaframmi piuttosto chiusi permette di avere immagini estremamente “pulite” e nitide, nemmeno minimamente paragonabili da questo punto di vista a quelle ottenute con l’altra tecnica sopra accennata.

Dopo quasi tre ore di riprese passate nel silenzio più assoluto giunge il momento di riporre l’attrezzatura negli zaini ed abbandonarsi al meritato riposo in tenda; prima di prendere sonno però la mente già divaga ad immaginare gli scenari incantati dell’alba che seguiranno a poche ore di distanza quando un nuovo giorno bacerà queste solitarie alture.

Neanche il tempo di trovare una posizione soddisfacentemente comoda nel sacco a pelo che ecco filtrare un leggero chiarore attraverso i vari strati di teli della tenda, ci siamo, è l’aurora. Consumata frettolosamente la colazione, calziamo di nuovo gli scarponi e siamo già in azione tra le calcaree rocce affioranti e sui pendii erbosi arsi da un’estate quanto mai avara di piogge. La luce radente esalta le conformazioni carsiche di queste montagne mentre all’orizzonte, nei delicati colori rosa ed arancio, si stagliano le scure sagome dei monti della Majella, del Parco d’Abruzzo, del Gran Sasso e del Velino. La sommità del Gendarme del Viglio per un effimero attimo viene baciata da un raggio di luce poi, velocemente, il cono luminoso si allarga sempre più abbracciando in breve tutta la cresta de I Cantari. Attimi di semplice ed al contempo disarmante bellezza.

Più tardi, con la luce già forte e dura, ripieghiamo la tenda e ricomponiamo i pesanti zaini pronti ad avviarci sulla via di casa; ma già i primi passi lungo la discesa sono accompagnati da un pizzico di nostalgia per le immense volte celesti riempite da miliardi di stelle, per lunghe notti scandite dall’attesa della conclusione di qualche lungo scatto, per gli assordanti silenzi che avvolgono queste alte terre nel buio assoluto, per l’infinito stupore che si prova ogni volta all’uscita dalla tenda all’alba…

Per quest’anno, salutiamo dunque così l’estate (almeno per come la intendiamo noi) e ci apprestiamo allo stesso tempo ad accogliere le bellezze peculiari delle prossime stagioni che, siamo certi, saranno come sempre da vivere a pieno sui Monti Simbruini !

CORPO MACCHINA: Nikon D610 | OBIETTIVI: Nikkor 16-35 f/4 G ED VR, Tamron SP 70-200 f/2.8 | TREPPIEDI: Cullmann Magnesit 528 - TESTA: Manfrotto 496RC2 | ZAINO: F-Stop Tilopa

Saluto all’Estate: notte sui Colli Staffi ultima modifica: 2016-09-03T22:45:10+00:00 da Daniele Frigida


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