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San Donato per l'anello di Colle Lungo
Interessante anello che porta a scoprire tutta l'area che si estende a mezza quota tra la Valle dell'Aniene, oltre i monasteri benedettini, e le ben più note alture di Monte Livata. Zone un tempo assai frequentate da allevatori, contadini e religiosi in cerca di contemplazione e che oggi è possibile riscoprire grazie a questo itinerario ripristinato di recente dal Parco.
Subiaco San Donato
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San Donato per l’anello di Colle Lungo

Quando ci si riferisce ai monasteri benedettini nella Valle dell’Aniene, oggi si intendono esclusivamente l’abbazia di Santa Scolastica ed il Sacro Speco di Subiaco, gli unici ancora abitati da una comunità religiosa e comunque ben conservati ed a tutti accessibili. In realtà, nella prima metà del 500, i cenobi fondati nella Valle dell’Aniene da Benedetto da Norcia (poi San Benedetto) erano ben 13, incastonati in luoghi solitari ed ameni ognuno con la propria comunità di monaci guidata da un abate. Per diverse vicissitudini quasi tutti però nel corso dei secoli vennero abbandonati, andando in completa rovina.

Uno di questi è il casale-monastero di San Donato, posto a circa mille metri di quota su di un solitario pianoro del Monte Castellone, a metà via tra l’abbazia di Santa Scolastica e le alture di Monte Livata. Purtroppo lo stato di conservazione degli edifici è molto degradato e se ne possono solo immaginare le antiche fattezze, mentre la sensazione di distacco e di isolamento dal resto del mondo in cui viveva l’antica comunità resta ancora oggi ben tangibile.

L’itinerario ad anello che conduce ai ruderi di San Donato, ripristinato da non molto tempo dal Parco ed ottimamente indicato dai segnavia bianco-rossi n° 674b, ha inizio proprio difronte all’ingresso principale del monastero di Santa Scolastica. Quì si prende subito verso destra scavalcando la strada con un pittoresco ponticello in pietra e proseguendo oltre lo stesso verso sinistra tra un giovane uliveto. In breve il sentiero sbuca su di una strada sterrata poderale ed al primo tornante si incontra un bivio con tabella in legno: quì si può scegliere in quale senso percorrere l’anello. E’ consigliato proseguire verso destra (senso antiorario) in leggera ma costante salita su tornanti costeggiando diverse recinzioni in metallo e filo spinato. Lungo questo tratto di sentiero si incontrano anche diversi cancelli e chiusure di fortuna che sbarrano la strada: sono utilizzate dai pastori locali per evitare l’accesso del bestiame in zone coltivate, è possibile aprirli per proseguire oltre ma si raccomanda di richiuderli dopo il passaggio. Prendendo leggermente quota si può godere di un bel panorama dall’alto sul monastero e sull’abitato di Subiaco.

Dopo circa 30 minuti dalla partenza si giunge ad un secondo palo in legno che indica verso sinistra una breve deviazione per il rifugio di Colle Lungo (comunque inutilizzabile), mentre per San Donato si prosegue dritti oltre le ultime coltivazioni di ulivi. Poco più avanti il sentiero tocca un bel poggio scoperto dalla vegetazione dal quale si apre un interssante panorama di infilata sulla stretta incisione del fosso che separa il Colle Taleo dal Monte Castellone: alte pareti di rocce calcaree dalle sfumature rossastre ed i sempreverdi lecci creano un pittoresco accostamento cromatico, così come le balze spigolose contrastano con le morbide pendici boscose. Forme e cromie a contrasto. E’ questo forse uno degli scorci più interessanti che questo percorso regala all’escursionista.

Dopo gli ultimi strappi in salita su terreno sassoso si intraprende un lungo traverso inciso nella roccia a mezza costa nel fitto bosco misto sul lato destro (sinistra orografica) del fosso di Colle Lungo; quì in primavera ai margini del sentiero si possono ammirare rigogliose fioriture. Sulla sinistra tra le fronde degli alberi appaiono le ripide pareti rocciose del Balzo dell’Antillinara, luogo ideale per la nidificazione di rapaci e corvidi. Dopo circa 30 minuti dal precedente bivio si giunge su di una sella nel bosco, ora ben più vetusto e meno fitto, dove il sentiero si biforca (900 m.s.l.m.): verso destra si scende dolcemente verso i ruderi dell’antico monastero mentre a sinistra si chiude l’anello in direzione di Santa Scolastica (raggiungibile in 1 ora e 20 minuti da quì).

Anche se i resti degli antichi edifici sono difficilmente accessibili per via della vegetazione cresciuta prepotente tutt’attorno (in caso di avvicinamento attenzione alla scarsissima solidità strutturale del complesso!), vale comunque la pena affrontare questa breve deviazione (15 minuti dalla sella) e girovagare senza meta precisa sui bei pascoli che si aprono subito a valle delle rovine. Il luogo è silente ed ameno e non resta difficile comprendere i motivi per i quali fu scelto per la costruzione del cenobio. Questi prati, oggi in gran parte invasi da arbusti e rovi, così lontani dagli altri centri abitati e nascosti tra le balze rocciose di questo angolo di Simbruini, un tempo probabilmente apparivano come un grande giardino nascosto, completamente coltivato e manutenuto dagli abitanti del monastero prima e del casale poi. Numerosi rigagnoli di acqua sorgiva attraversano i prati e fermandosi in pozze più o meno estese favoriscono la crescita di canne e piante più consono all’ambiente palustre che a quello di media montagna.

Proseguendo brevemente oltre le rovine si può raggiungere il crinale più elevato del Monte Castellone (947 metri) dal quale ci si affaccia sulla testata del fosso che separa dal dirimpettaio Colle Taleo; anche quì richiamano l’attenzione verticali pareti e scenici pinnacoli di rocce che chiudono l’orizzonte in direzione delle elevazioni di Monte Livata e Colle Rotoli.

Tornati alla sella si prosegue verso destra in un piacevole e vetusto bosco aggirando la testata del fosso di Colle Lungo; qua e la rocce ricoperte dal muschio fanno da sfondo a graziosi cespugli di pungitopo (Ruscus aculeatus L.). Poco oltre si supera un piccolo casolare e si inizia la leggera ma costate discesa verso il punto di partenza su pascoli punteggiati da cespugli di ginestra e rosa canina (Rosa canina L.). Bello da qui il panorama: le vicine alture di Monte Livata alle spalle, di fronte i Monti Affilani, i Monti Prenestini, i Monti Ruffi e più lontani i Colli Albani, in basso si scorgono nuovamente le case dell’abitato di Subiaco.

Dopo un tratto a mezza costa iniziano delle ripide e scoscese svolte a tornanti sulla facciata ripida e sassosa delle Cese Cotte (30 minuti dalla sella). Si perde quota velocemente pur rimanendo sempre in vista di Subiaco e del monastero di Santa Scolastica a cui fa da sfondo il Monte Francolano (noto in zona soprattutto con il nome di Monte Crocetta). Raggiunte delle piantagioni di ulivi fare attenzione a seguire i segni fino al bivio con il sentiero 674c (che porta verso Morra Ferogna – cartello in legno); quì si prosegue verso sinistra scendendo di nuovo nel vallone del fosso di Colle Lungo. Poco più a valle, in concomitanza di un’alta ed evidente recinzione in metallo proseguire, oltrepassando un improvvisato cancello, costeggiando la stessa ed un muro a secco fino a sbucare su una strada dal fondo in cemento che termina in concomitanza di alcune stalle. La strada si segue in discesa per poche centinaia di metri poi si svolta di nuovo a sinistra (palo in legno con indicazioni – 1 ora dalla sella). Seguendo un’evidente traccia nel bosco si sbuca al tornante dove svetta il primo palo con indicazioni incontrato ad inizio percorso; da quì in pochi minuti si è di nuovo al parcheggio del monastero.

VIDEO
DIFFICOLTA'
  • Difficoltà: 
  • Percorrenza: 1.15h andata, 1.20h ritorno
  • Dislivello: c.ca 400m
SENTIERISTICA

Segnavia bianco-rossi segnavia_small n° 674B 

CARTOGRAFIA CONSIGLIATA: Carta dei sentieri del Parco dei Monti Simbruini

ACCESSO STRADALE

Giungendo a Subiaco si prosegue per i monasteri benedettini fino al piazzale dell’ingresso principale di Santa Scolastica dove si può parcheggiare. Qui sulla destra in concomitanza di un ponte in pietra inizia il sentiero.

San Donato per l’anello di Colle Lungo ultima modifica: 2015-03-31T17:30:58+00:00 da Daniele Frigida


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