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Orizzonti Simbruini è un progetto indipendente di documentazione del paesaggio e della natura dei Monti Simbruini, nell'Appennino centrale
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Suoni dei Simbruini - mattino lungo il fiume Aniene
I suoni dei Simbruini su Repubblica

“I suoni della vostra vita”  è una iniziativa editoriale promossa da Repubblica che si propone di raccontare la vita degli italiani attraverso la creazione di un grande archivio sonoro collettivo. Abbiamo sempre ritenuto che la componente sonora sia una caratteristica fondamentale nella descrizione e documentazione di un luogo o di un paesaggio, per questo abbiamo deciso di contribuire a questa iniziativa inviando una breve registrazione dei suoni del mattino lungo il fiume Aniene.

Ci auguriamo così di far conoscere meglio il nostro territorio e far sì che anche il suo paesaggio sonoro entri a far parte del patrimonio collettivo, materiale e immateriale, del paese. La raccolta di tutte le nostre registrazioni di campo è disponibile nella pagina degli audio.

La cascata di Trevi - Monti Simbruini - © D. Frigida
La cascata di Trevi

I Monti Simbruini sono un’area estremamente soggetta ai fenomeni meteorici come del resto lascia intuire il nome stesso che deriva dal latino Sub Imbribus, letteralmente traducibile in “sotto le piogge“. La particolare esposizione alle correnti umide proveniente da occidente ne fa addirittura il luogo più piovoso dell’Appennino centrale, con una media di precipitazioni annue che superano i 2000mm. Tutto ciò, unito al marcato carsismo del suolo e ad un complesso sistema di cavità sotterranee, fa sì che nelle zone pedemontane sgorghino dopo lunghi percorsi sotterranei innumerevoli sorgenti, le quali confluendo tra loro danno vita ad sistema idrogeologico di primissima importanza, le cui arterie principali sono i fiumi Aniene e Simbrivio.

Proprio in concomitanza della confluenza tra questi due importanti corsi d’acqua si trova uno dei luoghi più caratteristici e fotografati dei Simbruini, la cascata di Trevi, conosciuta anche come cascata di Comunacque (dal nome del luogo, dove il Simbrivio si getta nell’Aniene). Quì in un ambiente selvaggio, da un particolare foro nella roccia, sgorga con tutto il suo impeto l’Aniene che con un salto di alcuni metri si getta nel sottostante placido laghetto prima di riprendere veloce la corsa verso valle. Il fragore dell’acqua rimbomba prepotente all’interno del piccolo anfiteatro di rocce che circonda il salto. Tutt’intorno alla cascata  sono sparsi resti di opere e manufatti antichissimi, tra cui quelli del tratto iniziale dell’ acquedotto romano dell’Anio Novus, che riforniva di acqua l’Urbe.

Il luogo, raggiungibile in pochi minuti dalla strada con il sentiero segnato ST1, è incantevole ed è insieme al laghetto di San Benedetto sicuramente il tratto più pittoresco del fiume Aniene; peccato solo che la disastrosa nevicata del Febbraio 2012 abbia devastato la zona facendo rovinare a terra numerosi alberi. Nonostante tutto vale assolutamente una visita!

VIDEO
DIFFICOLTA'

DIFFICOLTA’: T

TEMPO DI PERCORRENZA: 15 min dal ponte di Comunacque

DISLIVELLO: circa 25 m

SENTIERISTICA

Segnavia bianco-rossi segnavia_small ST1 – Sentiero Natura 1

CARTOGRAFIA CONSIGLIATA: Carta dei sentieri del Parco dei Monti Simbruini

ACCESSO STRADALE

Da Trevi nel Lazio seguire le indicazioni stradali per Vallepietra (SP28); superata una centrale idro-elettrica (dopo 1 km) parcheggiare in uno spiazzo sulla destra subito dopo un bar-ristorante nei pressi di un ponte. Da quì ha inizio il sentiero ST1 per la cascata.

Fiumata: il fosso Riglioso tra i faggi - Monti Simbruini - © D. Frigida
Fiumata, dove nasce l’Aniene

In località Fiumata, nel comune di Filettino (FR), al centro del grandioso anfiteatro verde composto dalle vette del Monte Tarino, del Monte Cotento e dell’altopiano di Faito, sgorgano e si uniscono tra loro il torrente Riglioso ed il fosso dell’Acqua Corore; questa unione da vita al Fiume Aniene, uno dei principali corsi d’acqua del Lazio, che proprio in questa vallata inizia la sua lunga corsa. Read More

Chiaro di luna sul Laghetto di S. Benedetto e la Valle dell'Aniene - Monti Simbruini - © D. Frigida
Scorci notturni lungo la Valle dell’Aniene

Il tratto della Valle dell’Aniene compreso tra i paesi di Jenne e Subiaco è senza ombra di dubbio uno dei luoghi più affascinanti e spettacolari di queste terre: quì alte pareti di roccia, ripidi ed impervi pendii, secolari boschi di leccio, monasteri ed eremi fanno da cornice all’incessante e fragoroso scorrere delle limpide acque del fiume Aniene in un’ambiente ameno ed a dir poco scenografico. Read More

Laghetto di San Benedetto - Monti Simbruini - © D. Frigida
Il laghetto di San Benedetto

Il laghetto di San Benedetto, nel quale si tuffa il fiume Aniene con una pittoresca cascata, è uno dei luoghi più belli e suggestivi dei Monti Simbruini, una meta classica in estate per i sublacensi in cerca di refrigerio, ma non solo; un luogo assolutamente da vedere.

Il piccolo specchio d’acqua, racchiuso da un alto anfiteatro di rocce calcaree, si trova a valle del noto monastero benedettino da cui prende il nome e nonostante si raggiunga con una breve e piacevole passeggiata ha tutte le sembianze di un vero e proprio paradiso segreto, lontano da tutto e tutti.

L’itinerario ha inizio dall’ampio piazzale con annessa area pic-nic che si raggiunge in breve prendendo la strada asfaltata secondaria che scende sulla destra subito oltre i ruderi della villa di Nerone, procedendo da Subiaco in direzione dei monasteri benedettini e Jenne. Di recente, grazie all’opera del personale del Parco, è stato ripristinato il breve sentiero d’accesso (denominato Sentiero Turistico ST2) che a seguito delle avverse condizioni meteorologiche del Febbraio 2012 risultava completamente inagibile ed ostruito dai tanti alberi rovinati a terra sotto il peso della neve.

La cascata di San Benedetto - Monti Simbruini - © D. Frigida
VIDEO
DIFFICOLTA'

Difficoltà: T

Percorrenza: 15 min fino al laghetto (40 min se si parte da S. Scolastica)

Dislivello: 50m (100m se si parte da S. Scolastica)

SENTIERISTICA

Segnavia bianco-rossi segnavia_small Sentiero Natura 2 – ST2 

CARTOGRAFIA CONSIGLIATA: Carta dei sentieri del Parco dei Monti Simbruini

ACCESSO STRADALE

Da Subiaco proseguire per i monasteri benedettini. Superati i resti dell’antica villa di Nerone imboccare la strada asfaltata che scende sulla destra; dopo circa 300 metri si parcheggia nell’ampio spiazzo con tavoli da pic nic, quì intercettando i segnavia bianco-rossi si può scendere fino al laghetto. In alternativa raggiungere il monastero di S. Scolastica e dalla vicina chiesetta di S. Michele seguire per intero i segnavia n° ST2 sino al laghetto.

Riscendendo dalla vetta del Monte Tarino - Monti Simbruini - © D. Frigida
Dalle sorgenti dell’Aniene al Monte Tarino

Il Monte Tarino è una montagna dalle forme slanciate ed eleganti, in grado di offrire scenari ed ambienti superbi in ogni suo versante. Probabilmente il lato più bello ed entusiasmante da risalire verso la conquista della cima è comunque quello sud-occidentale, fatto di aeree creste ed alte balze rocciose affacciate sulle verdi vallate della riserva integrale del Parco, da dove sgorgano le limpide sorgenti dell’Aniene.

Il percorso classico che porta ad esplorare questo versante parte da Fiumata (nel comune di Filettino) ed in quasi 4 ore di cammino, passando per il Vallone Roglioso, la Valle Forchitto e Monna della Forcina raggiunge la vetta del Monte Tarino, a quota 1961 m.s.l.m. Il periodo dell’anno in cui si può godere a pieno delle bellezze caratteristiche di questo angolo dei Simbruini è indubbiamente la primavera, quando si ha quel mix unico di elementi naturali (abbondanza di acqua, colorate fioriture, verdi praterie e scenici relitti di neve in quota) che rendono il paesaggio vario ed interessante.

Si parte dal piazzale del camping di Fiumata, nei pressi di un ristorante/allevamento ittico, seguendo il sentiero segnato 693b lungo una comoda sterrata che in breve porta ad immergersi in un ambiente pittoresco, fatto di mille rigagnoli d’acqua che corrono tra contorte radici di vecchi faggi. La via corre parallela (ed a volte si interseca) con l’alveo del torrente Roglioso, il quale poco più a valle unendosi con il fosso dell’Acqua Corore da vita al fiume Aniene, l’arteria principale dei Simbruini. Bastano i primi passi per intuire il leitmotiv di questa prima parte di sentiero: l’acqua ed il suo inarrestabile correre verso valle.

Mano a mano che si risale la mulattiera diviene sempre più un sentiero stretto e percorribile solo a piedi; in alcuni tratti viene addirittura invaso dalla forza impetuosa del ruscello. Dopo un’ora circa dalla partenza si giunge in prossimità della sorgente di Fonte della Radica, l’inizio di tutto: qui da un curioso foro del terreno sgorga il rigagnolo di acqua che correndo verso valle assume sempre più le sembianze di un torrente prima e di un vero e proprio fiume poi. Poco oltre si lascia il fondo della vallata per piegare decisamente a destra su ripidi tornanti nel bosco. Nel non sentire più l’incessante fragore dell’acqua si prova quasi disagio, tanto ci si era abituati precedentemente. In costante salita si oltrepassa il bivio che conduce a Filettino passando per il Colle dell’Arena Bianca (694b) e si prosegue verso sinistra la risalita della ripida Valle Forchitto prendendo velocemente quota. Tra i rami dei faggi ogni tanto fa capolino la ancora lontana cima del Tarino mentre la pendenza si accentua sempre più rendendo impegnativo l’avanzare.

L’arrivo al valico di Monna della Forcina, che sbocca sul grande pianoro di Campo Ceraso a circa 1600 metri di quota, pone fine alla ripida salita della Valle Forchitto. Da quì, seguendo sempre i segnavia bianco-rossi, si piega verso sinistra (a destra si sale verso Campo Staffi) ed in piano si attravresa un tratto non troppo fitto di faggeta. All’uscita dal bosco però si inizia a salire di nuovo su pendenze marcate; salendo i panorami si allargano come se si stesse ruotando la ghiera di un grandangolo: a destra appare la cima dell’inconfondibile Monte Velino, a sinistra invece domina tutto il Monte Viglio preceduto dal Cotento e seguito dal gruppo dei Monti Ernici, un manipolo di cime strette tra loro che sfiorano i 2000 metri di quota.

Rientrando nella faggeta la pendenza aumenta ancora per terminare poi di colpo all’uscita sulla sottile ed aerea cresta sud del Tarino, uno dei tratti più spettacolari in assoluto dei Monti Simbruini, con affacci vertiginosi sia verso sinistra che verso destra; da un lato le valli dei torrenti Roglioso e dell’Acqua Corore, dall’altro l’altopiano di Campo Ceraso. In fondo alla sottile linea di cresta appare la biforcuta cima, la quale dista da quì almeno una trentina di minuti. Il tratto che si percorre per raggiungerla è quanto mai ingaggiante e di soddisfazione, tanto da ripagare in pieno le fatiche necessarie per arrivare fin quì. Le ultime rocce prima della vetta sono abbastanza ripide e rappresentano l’ultimo baluardo da superare prima di giungere al cospetto dell’argentata croce di vetta. Dopo circa 3.30 ore di cammino e quasi 8 km di distamìnza in costante salita si può quindi godere del vastissimo panorama offerto dalla cima del Tarino su tutto l’Appennino centrale, con scorci suggestivi e ravvicinati sui restanti Simbruini. Per il ritorno si percorre la stessa via dell’andata anche se la diversa angolazione permette di osservare con altri occhi le zone già attraversate. Si impiegano circa 3 ore nella discesa sino a Fiumata, punto di partenza.

DIFFICOLTA'
  • Difficoltà: EE (escursione lunga ed impegnativa fisicamente)
  • Percorrenza: 3.30h andata – 3.00h ritorno (escluse eventuali soste)
  • Dislivello: 1000m
SENTIERISTICA

Segnavia bianco-rossi segnavia_small n° 693b 

CARTOGRAFIA CONSIGLIATA: Carta dei sentieri del Parco dei Monti Simbruini

ACCESSO STRADALE

Dalla SP28 (Trevi nel Lazio-Filettino), poco prima dell’abitato di Filettino, imboccare una via asfaltata secondaria sulla sinistra seguendo le indicazioni per Fiumata. Parcheggiare alla fine della strada in un ampio parcheggio antestante un allevamento di trote.