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Orizzonti Simbruini è un progetto indipendente di documentazione del paesaggio e della natura dei Monti Simbruini, nell'Appennino centrale
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Patriarchi della Serrasecca - La prima luce del mattino sui patriarchi - Monti Simbruini - ph F.Ferreri
I patriarchi della Serrasecca

La Serrasecca è la lunga costiera montuosa che si alza dalla Piana del Cavaliere e corre, tra i territori di Pereto e Rocca di Botte, a fianco del confine Lazio-Abruzzo, segnato in questo quadrante del comprensorio dei Simbruini dal corso del Fosso Fioio. Caratterizzata da pendii estremamente ripidi sul versante che occhieggia sull’abitato di Camerata Nuova, presenta invece un aspetto più dolce e fittamente boscato nel versante che guarda gli altipiani a monte di Pereto. Culminata nella sommità della Cima di Vallevona, la dorsale si immerge nuovamente verso il grande acrocoro Simbruino unendosi nell’area del Monte Morbano, importante punto di snodo di percorsi tra il versante laziale e quello abruzzese. Read More

Galaverna - Monti Simbruini - © F. Ferreri
Fosso dei Volatri e Fosso Fioio

Sui Simbruini, il termine fosso indica generalmente un corso d’acqua temporaneo di natura carsica, di norma a carattere torrentizio e stagionale: il Fosso Fioio rappresenta sicuramente il principale esempio di questo tipo di fenomeno, delineando col suo corso una lunghissimo vallata che per buona parte coincide col confine geografico tra Lazio e Abruzzo. L’itinerario che presentiamo permette di effettuare una prima esplorazione di questo importante bacino idrico, con accesso dal versante laziale di Subiaco e attraversando gli interessanti ambienti che caratterizzano il versante sud-orientale del Monte Autore. Read More

Forme carsiche dell'area di Camposecco - Monti Simbruini - © D. Frigida
Da Campo dell’Osso a Camposecco

All’interno del grande cuore verde dei Monti Simbruini, fatto di migliaia di ettari di faggete, si aprono numerosi altopiani di origine carsica, generalmente chiamati campi; di dimensioni più o meno estese, questi si estendono tutti compresi tra un’altitudine che va dai 1300 ai 1500 metri. Vista la loro conformazione morfologica questi altopiani in inverno diventano un vero paradiso per la pratica dello sci di fondo e per le passeggiate con le ciaspole. Vista la relativa vicinanza tra loro, diversi di questi altopiani possono essere raggiunti in successione con interessanti itinerari, sia ad anello che andata/ritorno. Uno dei più noti e piacevoli è sicuramente quello che da Campo dell’Osso arriva sino al grande altopiano di Camposecco, passando per la Valle Maiura ed i Tre Confini.

E’ un percorso abbastanza lungo, che richiede circa 2.30 ore all’andata ed almeno altrettante al ritorno, ma di sicura soddisfazione vista la bellezza incantata dei paesaggi in veste invernale che si attraversano, soprattutto se subito dopo un’abbondante nevicata!

Raggiunta la località turistica di Campo dell’Osso e parcheggiata l’auto nel grande piazzale, si possono seguire da subito i segnavia bianco-rossi del sentiero 673c che prende il via sulla sinistra del piazzale stesso (in concomitanza con l’accesso alla pista di fondo). Dopo qualche decina di metri il sentiero svolta subito decisamente a destra ed in leggera salita entra nella faggeta; dopo circa 15 minuti di cammino si svalica proseguendo in discesa verso sinistra su quella che in assenza di neve è la sterrata che conduce alla Valle Maiura.

Dopo diverse ampie curve nel bosco si esce allo scoperto sulle belle radure della Valle Maiura (45 minuti dalla partenza) la quale si attraversa completamente sino a raggiungere un ampio trivio segnalato da un palo in legno con indicazioni per vari sentieri; siamo in località Tre Confini, così chiamata perché proprio in questo punto convergono i limiti dei territori dei comuni di Subiaco, Cervara di Roma e Camerata Nuova. Si prosegue verso destra (Nord) prima in piano poi in leggera discesa fino ad imboccare uno stretto vallone che corre all’ombra della faggeta (1.30 ore dalla partenza).

Seguendo sempre il fondo del vallone si supera il bivio con il sentiero 663, il quale verso sinistra conduce alle Coste del Vallone e poi verso Campaegli. più avanti il bosco fitto si dirada lasciando spazio ad esemplari di faggio più isolati e dalle forme possenti, mentre ancora oltre si raggiungono delle alture dalle quali si possono apprezzare i primi scorci sulla grande piana di Camposecco e sulla dorsale della Serrasecca (1818 m.) che chiude il panorama verso Nord-Est. Proprio in questo angolo dell’altopiano furono girate alcune scene del famoso spaghetti-western “Lo Chiamavano Trinità”, film di Sergio Leone con Bud Spencer e Terence Hill.

Con un ultimo breve tratto in discesa si raggiunge il grande altopiano, che in caso di abbondante copertura nevosa (come nelle immagini qui mostrate, risalenti all’inverno 2013) appare completamente piatto e privo di ogni minima corrugazione, quasi a sembrare un grande lago ghiacciato. Interessante verso Sud è anche la sagoma del Monte Autore che domina sull’intera zona mentre ai margini della piana si apprezzano le forme carsiche tipiche del paesaggio simbruino modellate ed addolcite dalla neve.

In questo surreale mare bianco, nel quale è difficile mantenere la giusta percezione della distanza, dall’altro lato della piana spicca la costruzione in pietra del rifugio di Camposecco, il quale si raggiunge tagliando diagonalmente il grande pianoro (2.30 ore dalla partenza). Per il ritorno si segue la stessa via dell’andata ma a causa della costante risalita verso Campo dell’Osso è richiesto uno sforzo fisico leggermente maggiore. In alternativa, visti i numerosi sentieri che si intersecano con il 673c, è possibile rientrare a Campo dell’Osso compiendo diversi anelli (tutti però di lunghezza maggiore).

NOTA: tutti i tempi indicati fanno riferimento ad un’escursione con le ciaspole su neve assestata. In caso di neve abbondante e fresca sarà da tenere in considerazione un maggiore impegno fisico con relativo aumento delle tempistiche.
DIFFICOLTÀ

DIFFICOLTÀ: E

TEMPI DI PERCORRENZA: circa 2.30h fino a Camposecco; 2.45h al ritorno;

DISLIVELLO: 200m

SENTIERISTICA

SEGNALETICA: Sentieristica del Parco, segnavia bianco-rossi segnavia_small n.673c

CARTOGRAFIA CONSIGLIATA: Carta dei Sentieri del Parco dei Monti Simbruini

ACCESSO STRADALE

Da Subiaco raggiungere la località turistica di Livata e proseguire fino Campo dell’Osso, dove si può parcheggiare nell’ampio piazzale (bar e ristori). Il sentiero prende il via sulla sinistra, in concomitanza con l’accesso alla pista da fondo.

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