Orizzonti Simbruini logo quadrato bianco

Orizzonti Simbruini logo quadrato bianco

I PIÚ LETTI
TAG
cascata Archivi
Orizzonti Simbruini è un progetto indipendente di documentazione del paesaggio e della natura dei Monti Simbruini, nell'Appennino centrale
193
archive,tag,tag-cascata,tag-193,ajax_fade,page_not_loaded,,select-child-theme-ver-1.0.0,select-theme-ver-3.5,wpb-js-composer js-comp-ver-5.1.1,vc_responsive
La cascata di Trevi - Monti Simbruini - © D. Frigida
La cascata di Trevi

I Monti Simbruini sono un’area estremamente soggetta ai fenomeni meteorici come del resto lascia intuire il nome stesso che deriva dal latino Sub Imbribus, letteralmente traducibile in “sotto le piogge“. La particolare esposizione alle correnti umide proveniente da occidente ne fa addirittura il luogo più piovoso dell’Appennino centrale, con una media di precipitazioni annue che superano i 2000mm. Tutto ciò, unito al marcato carsismo del suolo e ad un complesso sistema di cavità sotterranee, fa sì che nelle zone pedemontane sgorghino dopo lunghi percorsi sotterranei innumerevoli sorgenti, le quali confluendo tra loro danno vita ad sistema idrogeologico di primissima importanza, le cui arterie principali sono i fiumi Aniene e Simbrivio.

Proprio in concomitanza della confluenza tra questi due importanti corsi d’acqua si trova uno dei luoghi più caratteristici e fotografati dei Simbruini, la cascata di Trevi, conosciuta anche come cascata di Comunacque (dal nome del luogo, dove il Simbrivio si getta nell’Aniene). Quì in un ambiente selvaggio, da un particolare foro nella roccia, sgorga con tutto il suo impeto l’Aniene che con un salto di alcuni metri si getta nel sottostante placido laghetto prima di riprendere veloce la corsa verso valle. Il fragore dell’acqua rimbomba prepotente all’interno del piccolo anfiteatro di rocce che circonda il salto. Tutt’intorno alla cascata  sono sparsi resti di opere e manufatti antichissimi, tra cui quelli del tratto iniziale dell’ acquedotto romano dell’Anio Novus, che riforniva di acqua l’Urbe.

Il luogo, raggiungibile in pochi minuti dalla strada con il sentiero segnato ST1, è incantevole ed è insieme al laghetto di San Benedetto sicuramente il tratto più pittoresco del fiume Aniene; peccato solo che la disastrosa nevicata del Febbraio 2012 abbia devastato la zona facendo rovinare a terra numerosi alberi. Nonostante tutto vale assolutamente una visita!

VIDEO
DIFFICOLTA'

DIFFICOLTA’: T

TEMPO DI PERCORRENZA: 15 min dal ponte di Comunacque

DISLIVELLO: circa 25 m

SENTIERISTICA

Segnavia bianco-rossi segnavia_small ST1 – Sentiero Natura 1

CARTOGRAFIA CONSIGLIATA: Carta dei sentieri del Parco dei Monti Simbruini

ACCESSO STRADALE

Da Trevi nel Lazio seguire le indicazioni stradali per Vallepietra (SP28); superata una centrale idro-elettrica (dopo 1 km) parcheggiare in uno spiazzo sulla destra subito dopo un bar-ristorante nei pressi di un ponte. Da quì ha inizio il sentiero ST1 per la cascata.

Laghetto di San Benedetto - Monti Simbruini - © D. Frigida
Il laghetto di San Benedetto

Il laghetto di San Benedetto, nel quale si tuffa il fiume Aniene con una pittoresca cascata, è uno dei luoghi più belli e suggestivi dei Monti Simbruini, una meta classica in estate per i sublacensi in cerca di refrigerio, ma non solo; un luogo assolutamente da vedere.

Il piccolo specchio d’acqua, racchiuso da un alto anfiteatro di rocce calcaree, si trova a valle del noto monastero benedettino da cui prende il nome e nonostante si raggiunga con una breve e piacevole passeggiata ha tutte le sembianze di un vero e proprio paradiso segreto, lontano da tutto e tutti.

Di recente, grazie all’opera del personale del Parco è stato ripristinato il breve sentiero d’accesso (denominato Sentiero Turistico ST2) che a seguito delle pesantissime nevicate del Febbraio 2012 risultava completamente inagibile ed ostruito dai tanti alberi rovinati a terra. L’itinerario ha inizio dall’ampio piazzale con annessa area pic-nic che si raggiunge in breve prendendo la strada asfaltata secondaria che scende sulla destra subito oltre i ruderi della villa di Nerone procedendo da Subiaco in direzione dei monasteri benedettini.

La cascata di San Benedetto - Monti Simbruini - © D. Frigida
VIDEO
DIFFICOLTA'

Difficoltà: T

Percorrenza: 15 min fino al laghetto (40 min se si parte da S. Scolastica)

Dislivello: 50m (100m se si parte da S. Scolastica)

SENTIERISTICA

Segnavia bianco-rossi segnavia_small Sentiero Natura 2 – ST2 

CARTOGRAFIA CONSIGLIATA: Carta dei sentieri del Parco dei Monti Simbruini

ACCESSO STRADALE

Da Subiaco proseguire per i monasteri benedettini. Superati i resti dell’antica villa di Nerone imboccare la strada asfaltata che scende sulla destra; dopo circa 300 metri si parcheggia nell’ampio spiazzo con tavoli da pic nic, quì intercettando i segnavia bianco-rossi si può scendere fino al laghetto. In alternativa raggiungere il monastero di S. Scolastica e dalla vicina chiesetta di S. Michele seguire per intero i segnavia n° ST2 sino al laghetto.

Utilizzando il sito, accetti la nostra politica di utilizzo dei cookie. maggiori informazioni

Questo sito si avvale dell'utilizzo di cookie tecnici necessari al corretto funzionamento e alla completa fruizione dei contenuti, nonché di cookie di terze parti secondo le finalità illustrate nella cookie policy. Per maggiori informazioni o per negare il consenso all'utilizzo di tutti o ad alcuni dei cookie, consultare la cookie policy. Cliccando su "Accetta" e/o proseguendo nella navigazione, si acconsente all’utilizzo dei cookie.

Chiudi