I PIÚ LETTI
TAG
Filettino Archivi
Orizzonti Simbruini è un progetto indipendente di documentazione del paesaggio e della natura dei Monti Simbruini, nell'Appennino centrale
98
archive,tag,tag-filettino,tag-98,ajax_fade,page_not_loaded,,select-child-theme-ver-1.0.0,select-theme-ver-3.5,wpb-js-composer js-comp-ver-5.1.1,vc_responsive
Fiumata: il fosso Riglioso tra i faggi - Monti Simbruini - © D. Frigida
Fiumata, dove nasce l’Aniene

In località Fiumata, nel comune di Filettino (FR), al centro del grandioso anfiteatro verde composto dalle vette del Monte Tarino, del Monte Cotento e dell’altopiano di Faito, sgorgano e si uniscono tra loro il torrente Riglioso ed il fosso dell’Acqua Corore; questa unione da vita al Fiume Aniene, uno dei principali corsi d’acqua del Lazio, che proprio in questa vallata inizia la sua lunga corsa. Read More

Tramonto dal Monte Cotento - Monti Simbruini - © D. Frigida
Una sera d’Inverno

Un pomeriggio d’inverno, uno dei tanti; anzi a dire il vero fotograficamente neanche troppo promettente, con dense foschie e gruppi di nuvole pronte ad oscurare del tutto il cielo da un momento all’altro. Nonostante queste premesse continuo a procedere verso Campo Staffi Read More

Panorama verso il Monte Cotento - Monti Simbruini - © D. Frigida
Da Campo Staffi a Colle Le Lisce

Sfruttando l’accesso in quota offerto dalla stazione sciistica di Campo Staffi si possono raggiungere agevolmente alcune delle zone più elevate e panoramiche dei Monti Simbruini, su tutte la vetta Monte Cotento, massima elevazione della catena simbruina propriamente detta.

Ed è proprio lungo la brulla e sassosa dorsale del Monte Cotento, al suo estremo margine settentrionale, che si erge la poco evidente ma interessante cima del Colle Le Lisce (1870 m.s.l.m.), ottimo balcone di osservazione sulla Valle Forchitto, su Campo Ceraso, sul Tarino e sul Monte Cotento stesso, visibile da un’angolazione insolita e che ne esalta l’asprezza del suo versante Nord-occidentale. Affascinanti e da capogiro sono anche i canaloni rocciosi che dalla sommità del colle precipitano quasi in verticale sul passo di Monna della Forcina.

Colle Le Lisce può essere raggiunto come già accennato senza troppo impegno ed in breve tempo partendo da Campo Staffi e dirigendosi subito verso la sommità Nord della dorsale dell’Anti-Cotento (riconoscibile per l’arrivo dello ski-lift e della nuova seggiovia del “Ceraso”). Da qui ci si affaccia sul Monte Cotento e sulla Valle Adriana, la quale si traversa tenendo sempre il margine destro; particolarmente bello da quì è il colpo d’occhio sugli immensi boschi di Campo Ceraso e sul vicino Monte Tarino.

Una volta arrivati sul margine della dorsale nord-occidentale del Monte Cotento, da dove si gode di un panoramico affaccio sull’alta Valle dell’Aniene, si prosegue verso destra seguendo sempre il filo di cresta tra roccette affioranti e ginepri. Da qui in circa 15 minuti si arriva sulla cima del colle, a quota 1870 metri, riconoscibile per un ometto di pietre e per una piccola croce, subito oltre la quale si aprono i ripidi canaloni che precipitano sulla Valle Forchitto (attenzione in inverno a non sporgersi troppo!).

Per il rientro si può seguire lo stesso percorso fatto all’andata (il più diretto e breve, circa 45 minuti) oppure si può scegliere di vagare senza meta precisa nelle meravigliose doline carsiche che riempiono la zona e che in primavera sono uno scrigno naturale di fioriture di interessanti specie selvatiche di fiori.

In conclusione quindi si tratta di una facile e piacevole sgambata con partenza da Campo Staffi, percorribile in sicurezza in ogni stagione e che offre insoliti ed interessanti scorci sul Monte Tarino, su Campo Ceraso e sul versante Nord-occidentale del Monte Cotento.

DIFFICOLTA'

DIFFICOLTA’: E

TEMPO DI PERCORRENZA: 45 min fino a Colle Le Liscie

DISLIVELLO: circa 100m

SENTIERISTICA

Segnavia bianco-rossi segnavia_small n° 696C fino alla cresta del Monte Cotento (affaccio sull’alta Valle dell’Aniene),  qui abbandonarli per proseguire fuori sentiero verso destra fino all’evidente sommità di Colle Le Liscie.

CARTOGRAFIA CONSIGLIATA: Carta dei sentieri del Parco dei Monti Simbruini

ACCESSO STRADALE

Da Filettino proseguire sino alla stazione sciistica di Campo Staffi e lasciare l’auto in fondo al lungo piazzale asfaltato. Da quì dirigersi verso il crinale dominato dai tralicci degli impianti di risalita (Ovest).

Il tramonto - Monti Simbruini - © D. Frigida
Tramonto dal Monte Cotento

E’ il 23 Dicembre, da appena due giorni siamo entrati ufficialmente nell’inverno anche se madre Natura già da tempo ha dipinto le austere cime di bianco. E’ il tempo in cui le alte terre giacciono nel lungo immobile sonno, sommerse sotto spesse coltri di candida neve. Il richiamo a calcarne gli incantati scenari insieme all’istinto di salire verso l’alto suonano forti in me.

Così, riempito il pesante zaino con tutto il corredo invernale fatto di ramponi, piccozza e ciaspole, parto appena dopo un frugale pranzo alla volta del Monte Cotento, massima elevazione dei Monti Simbruini; una montagna brulla conica, spoglia, in parte svilita dalla vicina presenza dell’osceno circolo sciistico di Campo Staffi, ma pur sempre un gigante da oltre 2000 metri di quota. Lassù, nonostante non nevichi da oltre 20 giorni, la neve dovrebbe ancora persistere abbondnate. L’obiettivo è quello di attendere il tramonto dalla vetta, nella speranza di fermare in uno scatto la magià del momento.

Dopo i tornanti che risalgono la Val Granara giungo finalmente a Campo Staffi, dove con mio stupore scopro una quasi totale assenza di neve; gli impianti di risalita sono tutti chiusi e per forza di cose il luogo è deserto; resta solo qualche chiazza delle abbondanti nevicate di inizio Dicembre.

Calzati gli scarponi mi fermo un attimo a riflettere sulla reale necessità di portarmi dietro tutto il peso dell’attrezzatura invernale; non vedendo però la situazione neve dell’ultimo ripido tratto prima della cima, da quì coperto allo sguardo, decido di non togliere nulla dallo zaino. Sono quasi le 2 di pomeriggio; attraverso subito il parcheggio e punto in direzione Ovest risalendo i pendii dell’Anticotento, solcati dalle piste da sci. Lo sguardo è subito attratto dal vicino Monte Tarino e dalle sue eleganti creste. Il clima è incredibilmente mite, la temperatura addirittura sfiora i 10°! Giunto in cima al crinale mi getto subito di traverso nella dolina che precede il versante Nord-est del Cotento e traversandola mi porto sino alla sella che affaccia sulla Val Granara, al di là della quale troneggia fiero il Monte Viglio, anch’esso coperto solo da poca neve.

Dopo una sosta fotografica riprendo la marcia verso la vetta del Cotento, la quale viene raggiunta in poco tempo. Sono a quota 2015 metri e tutto attorno, a 360°, si aprono panorami dall’alto su gran parte del Lazio e dell’Abruzzo; la vista è tanto sconfinata quanto meravigliosa! Preparo così l’attrezzatura fotografica, piazzo il cavalletto ed aspetto l’attimo fuggente, l’attimo in cui tutte le cime raggiunte dallo sguardo inizieranno a cambiare colore, prima lentamente, diventeranno cariche di toni caldi, poi in un baleno si incendieranno!

L’attesa passata in assoluta solitudine in un luogo così remoto e distaccato dal resto del mondo aiuta a liberare ed aprire la mente, i pensieri e le riflessioni si fanno più nitidi mentre il silenzio sembra quasi dissetare l’anima, sfiancata dalla fatica della vita quotidiana. Gli occhi rincorrono senza tregua scorci e panorami circostanti, quasi come a volerli imprimere per sempre nella mente. Lentamente qualcosa comincia a cambiare, le ombre si allungano, i colori si scaldano; ci siamo! Il sole ha iniziato la sua discesa in picchiata sull’orizzonte, pochi attimi per cogliere l’effimero! Gli scatti si susseguono, così pure le emozioni! Pochi istanti che racchiudono l’essenza della fotografia paesaggistica.

In un lampo il sole scompare dietro l’orizzonte e le calde tinte rosse ed arancio diventano fredde, violacee; getto un ultimo sguardo tutt’attorno mai sazio di tanta bellezza ed inizio la discesa verso Campo Staffi. Mentre la luce si fa sempre più flebile ed il mondo giace immobile nel buio, la temperatura in poco tempo precipita intorno allo 0. Rapidamente scendo. In poco meno di 45 minuti raggiungo l’auto e riprendo la via del ritorno, mentre davanti agli occhi scorrono ancora le immagini dense di sfumature e colori viste poc’anzi dalla cima: l’ennesimo emozionante spettacolo offerto dalla natura andato in scena sui Simbruini.

CORPO MACCHINA: Canon EOS 500D | OBIETTIVI: Canon EF-S 18-55 f/4.5-5.6, Canon EF-S 55-250 f/4.5-5.6 | TREPPIEDI: Manfrotto Compact Action

Utilizzando il sito, accetti la nostra politica di utilizzo dei cookie. maggiori informazioni

Questo sito si avvale dell'utilizzo di cookie tecnici necessari al corretto funzionamento e alla completa fruizione dei contenuti, nonché di cookie di terze parti secondo le finalità illustrate nella cookie policy. Per maggiori informazioni o per negare il consenso all'utilizzo di tutti o ad alcuni dei cookie, consultare la cookie policy. Cliccando su "Accetta" e/o proseguendo nella navigazione, si acconsente all’utilizzo dei cookie.

Chiudi