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Il Monte Tarino dal Tarinello - Monti Simbruini - © D. Frigida
Dal santuario della Santissima Trinità al Monte Tarino

Selvaggio e solitario; questi sono i primi aggettivi che vengono in mente quando si sente pronunciare il nome del Monte Tarino, una meravigliosa montagna posta nel profondo cuore verde del Parco Regionale dei Monti Simbruini.

Esso raggiunge i 1961 metri di altitudine ed è, dopo il Monte Coténto (2015 m.s.l.m.), la seconda cima per elevazione dell’intera dorsale simbruina propriamente detta (escludendo quindi il Monte Viglio, facente parte della sotto-catena dei Monti Cantàri). Dalla sua posizione posta a cavallo tra le valli dell’Aniene e del Simbrivio, il Tarino domina quasi a 360° l’area del parco: particolarmente bella è la vista dall’alto della cima dei sottostanti monti Faito e Tarinello, del più lontano Monte Autore, nonché degli altopiani carsici di Campo Ceraso e Campo della Pietra. Sono inoltre ben visibili ad Est le inconfondibili sagome del Monte Velino e delle altre cime dell’Appennino abruzzese subito oltre la boscosa catena dei Monti della Regna, i quali segnano il margine orientale dei Simbruini stessi.

La sua forma aspra e spigolosa, i suoi contrafforti che si affacciano a picco sulle valli sottostanti, le fittissime faggete che lo circondano da ogni lato, la varietà di ambienti che si attraversano nei lunghi itinerari necessari per raggiungere la vetta, la silenziosa solitudine che lo circonda sono elementi che rendono questa cima forse la più affascinante ed attraente di tutta la catena. 

Morfologicamente il Monte Tarino è caratterizzato da versanti abbastanza disomogenei. Verso Ovest la parte sommitale assume una caratteristica forma biforcuta: una dolce sella coperta di ginepri divide infatti la cima principale da una secondaria altura senza nome, la quale strapiomba sul sottostante Monte Faito. A Nord-Est i pendii rocciosi degradano precipitosamente sui boschi e sulle verdi radure di Campo Ceraso. Il versante Sud è caratterizzato da una sottile ed aerea cresta che partendo dalla Monna della Forcina termina direttamente sui contrafforti sommitali mentre quello Nord è forse il versante meno aspro, dove i pendi risalgono più dolcemente passando per il Monte Tarinello e per la placida dolina del Pozzo della Neve.

Dalle pareti del versante Sud-occidentale del Monte Tarino inoltre nascono e si dirigono rapidi verso valle il torrente Riglioso ed il Fosso dell’Acqua Corore, i quali unendosi poco più avanti danno vita al fiume Aniene, in un ambiente grandioso in cui secolari faggi affondano le loro tortuose e possenti radici nelle fresche e limpide acque che corrono veloci.

Uno dei classici itinerari che conduce in cima al Monte Tarino ha come punto di partenza il parcheggio di servizio del frequentatissimo santuario della Santissima Trinità, a monte di Vallepietra. Da quì seguendo i sempre visibili segnavia biancorossi del sentiero n° 651 (Alta Via del parco),  risalendo il versante Nord-occidentale attraverso bei panorami,  fitte faggete e facili passaggi su roccia si giunge in vetta in circa tre ore di cammino.

Tra i vari luoghi interessanti che questo itinerario attraversa, merita una citazione particolare il Pozzo della Neve, ossia la grande depressione carsica che si estende tra il Monte Tarinello (1820 m.s.l.m.) e la cima del Tarino: in questa conca verde in tarda primavera e ad inizio estate le fioriture sbocciano innumerevoli, creando quel caleidoscopio di colori che solo le praterie di montagna sanno regalare. 

L’itinerario è abbastanza impegnativo per distanza e dislivello, ma comunque di sicura soddisfazione. Assolutamente consigliato.

DIFFICOLTA'

Difficoltà: EE

Percorrenza: 3h andata | 2.45h ritorno

Dislivello: 650m

SENTIERISTICA

Segnavia bianco/rossi  n° 651 – Alta Via dei Monti Simbruini

CARTOGRAFIA CONSIGLIATA: Carta dei Sentieri del Parco dei Monti Simbruini

ACCESSO STRADALE

Da Vallepietra proseguire per il santuario della SS Trinità lungo la SP45a. Giunti all’ampio parcheggio imboccare la sterrata che parte dal fondo destro del piazzale e subito dopo seguire i segnavia bianco-rossi.

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