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Tre regine della flora dei Simbruini
Orizzonti Simbruini è un progetto indipendente di documentazione del paesaggio e della natura dei Monti Simbruini, nell'Appennino centrale
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Tre regine della flora dei Simbruini

La ricchezza della flora dei Monti Simbruini è a tutti evidente, è sufficiente una breve escursione primaverile per rendersi conto di quante e quali specie popolino i vari ambienti, alle varie fasce altitudinali, dalle sponde dei fiumi fin su le praterie di alta quota.

Si stima che la flora dei Simbruini consti di quasi 1400 specie, suddivise in un centinaio di famiglie e oltre 500 generi: molte di queste specie passano quasi completamente inosservate, magari perché appartengono alla categoria negletta dei fiori di campo – che malgrado tutto molto spesso presentano delle fioriture rigogliosissime e piene di colore – altre invece sono diffuse abbondantemente sul territorio e vanno a costituire quella flora maggiore che tutti conosciamo e ritroviamo nelle nostre escursioni: le orchidee selvatiche, le genziane, i ranuncoli, i narcisi, le liliaceae ecc.

E ci sono infine alcune specie che, per la particolarità della loro diffusione, la rarità della loro presenza, le caratteristiche di vulnerabilità ma anche per la loro bellezza intrinseca, possono essere definite delle autentiche regine della flora dei Simbruini: parliamo di specie che hanno una distribuzione molto specifica sul territorio, spesso concentrate in piccole colonie legate a particolari condizioni ambientali. Incontrare e riconoscere queste specie in fioritura costituisce il massimo premio per l’appassionato botanico, la conferma di aver individuato un ambiente naturale ancora integro.

Vogliamo citare almeno tre di queste regine (ma se ne potrebbero aggiungere altre, magari meno appariscenti): la Peonia, l’Iris (o Giaggiolo) e la Fritillaria. Si tratta di fioriture che capita davvero raramente di incontrare, a meno che non se ne conosca il luogo esatto di crescita. Si trovano quasi sempre concentrate in piccole aree, mai sparse su un territorio più ampio, spesso in vallette o nicchie ecologiche caratterizzate da un particolare microclima, propizio alla loro crescita e riproduzione. Per la loro rarità sono specie che vanno assolutamente rispettate, mai colte o manomesse (principio che vale in generale per tutta la flora selvatica): se estirpate dal proprio ambiente non potrebbero sopravvivere, meglio ritrarle in una fotografia e conservare così il ricordo di uno speciale ritrovamento.

 

Peonia officinalis

Inconfondibile per i suo grandi fiori di colore acceso, che possono sembrare da lontano delle belle rose, la Peonia officinalis è un’erbacea perenne diffusa in tutta Europa ma piuttosto rara in Italia, dove la sua presenza si riscontra nelle aree montane e submontane di Alpi e Appennino, fino ai 1800 metri di altitudine, con una copertura del territorio non uniforme.

Ha foglie grandi di un verde intenso, glabre nella pagina superiore e con una leggera peluria in quella inferiore, che presenta anche una colorazione più pallida. Il fusto è eretto e ricoperto da una leggera peluria, le radici sono formate da tuberi allungati e concatenati fra loro. Ciascun fusto porta un fiore unico di notevoli dimensioni (intorno ai 10cm), in forma di calice con 3-6 sepali e 5-10 petali di colore rosso o roseo, di forma ovoidale con una leggera dentatura arrotondata, al centro del fiore spiccano le antere di colore giallo intenso.

La specie è classificata come vulnerabile (VU) a livello nazionale: sui Simbruini è presente sporadicamente  in particolari zone di concentrazione dall’estensione limitata. La distribuzione così rarefatta, unita alla bellezza del fiore, ne fanno una specie assai a rischio, della quale è assolutamente proibita la raccolta.

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Iris sp.

Conosciamo tutti le Iris per le loro varietà coltivate nei giardini, pochi sanno tuttavia che esistono numerose specie di Iris selvatiche, che crescono nel territorio montano dell’Appennino e si distinguono per alcuni caratteri – principalmente l’altezza minore e una costituzione più rustica e adatta ai climi montani – dalle specie cultivar.

L’Iris, o Giaggiolo, appartiene alla famiglia delle Iridaceae, il suo nome ricorda l’arcobaleno, probabilmente per la varietà di colori delle fioriture. E’ una pianta erbacea perenne dotata di un particolare fusto sotterraneo, il rizoma, che ogni anno emette radici e fusti avventizi. Il fusto aereo è lungo una decina di centimetri e porta un fiore di color viola intenso, caratterizzato da una linea di peli bianco-gialli al centro delle lacinie esterne. Predilige i pascoli aridi e assolati, fiorisce tra maggio e giugno.

Sui Monti Simbruini è indicata nei testi la presenza di diverse specie di Iris selvatiche – tra cui I. marsica, I. sambucina, I. chameiris – data l’uniformità dei caratteri la determinazione esatta della specie è tuttavia possibile solo mediante analisi genetica. Le immagini che seguono fanno riferimento a una singola colonia di fioritura, rinvenuta diversi anni fa dagli autori e monitorata anno dopo anno, la specie è con molta probabilità Iris marsica (Giaggiolo della marsica) ed è stata opportunamente segnalata all’Ufficio Tecnico e Naturalistico del Parco dei Monti Simbruini.

Endemica dell’Appennino centrale, l’Iris marsica è una specie a rischio di estinzione, inserita nelle Liste Rosse delle Piante d’Italia, sia nazionali che regionali, e classificata come “a minor rischio” (LR); la specie è inoltre tutelata dalla direttiva comunitaria Habitat (allegato IV) e dalla Convenzione di Berna.

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Fritillaria tenella (o F. orientalis)

Flora dei Simbruini - Fioritura di Fritillaria tenella - Monti Simbruini - © D. Frigida

A confronto delle prime due, la Fritillaria è una specie meno appariscente, quasi mimetica in certe condizioni – salvo nelle aree dove siano presenti un gran numero di esemplari – questo ne rende il rinvenimento ancora più gratificante. La Fritillaria tenella (o Meleagride minore) è una liliacea (quindi della famiglia dei gigli), erbacea perenne tipica dei pascoli e delle praterie sassose comprese tra i 500 e gli 1800 metri di altitudine.

E’ una pianta esile, bulbosa, con un fusto gracile di circa 20-40cm di altezza da cui si dipartono foglie lineari lanceolate, i fiori sono reclinati, dalla forma di campanula con petali ovali oblunghi di color vinoso o porporino, variegato con macchie più chiare di tonalità gialla. Seppur meno vistosa delle altre specie, la fioritura ha un portamento slanciato ed elegante, particolarmente d’effetto nelle aree di maggior concentrazione di esemplari. Il periodo di fioritura può andare da aprile a giugno.

Sui Simbruini è presente in aree specifiche, in colonie di modesta estensione così come con singoli, sparuti esemplari. La classificazione di rischio va da critica (CR) a lieve (LR), a seconda della regione, anche questa specie – come le altre – è tutelata dalle normative nazionali e comunitarie.

Flora dei Simbruini - Fritillaria tenella - ph F.Ferreri

E’ doveroso rispettare sempre la flora selvatica, essa è il segnale più evidente del fatto che ci troviamo immersi in un ambiente naturale integro e sano: è sempre fonte di grande soddisfazione rinvenire siti di presenza di queste specie e magari, anno dopo anno, tornare a sincerarsi della consistenza e dello stato delle fioriture, proprio come si torna a trovare un vecchio amico.

Tre regine della flora dei Simbruini ultima modifica: 2014-06-04T11:30:38+00:00 da Daniele Frigida


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