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Zaino F-Stop Tilopa, la nostra recensione
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Zaino F-Stop Tilopa, la nostra recensione

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Montagna e fotografia sono da sempre un binomio vincente: spingersi in ambienti remoti ed incontaminati per catturare immagini inusuali e scenografiche è sicuramente una delle sfide più avvincenti e remunerative che un fotografo naturalista possa affrontate; in queste situazioni però ci si trova quasi sempre a fare i conti con le difficoltà dovute alle distanze da percorrere unite alla scomodità del peso dell’attrezzatura da trasportare (fotografica ovviamente, ma non solo, basti pensare al materiale necessario per le traversate invernali o per i bivacchi in tenda in alta quota). Per poter operare al meglio diventa quindi scontata la necessità di disporre di uno zaino capiente, capace di contenere ben di più di quanto necessario alla sola fotografia, e soprattutto pratico ed ergonomico.

In quest’ottica è subito evidente che gli zaini fotografici classici, per quanto capienti e ben realizzati, non sono adatti a tali situazioni, se non altro per la mancanza di spazio dedicato ad ospitare tutto il corollario di attrezzatura necessaria all’outdoor. Anche optando per uno dei tanti modelli disponibili sul mercato dei ben più capienti zaini da trekking (da almeno 40 Litri, misura minima consigliata per un’uscita fotografica in montagna), qualora si disponga di un corredo fotografico che va oltre la basilare accoppiata corpo macchina-obiettivo “tuttofare”, diventa evidente la scomodità di organizzare, trasportare e soprattutto accedere rapidamente all’attrezzatura. Da sottolineare soprattutto quest’ultimo punto in quanto spesso le situazioni fotografiche più interessanti sono effimere e poter avere a portata di mano o meno l’attrezzatura giusta può fare la differenza nel riuscire a catturare lo scatto giusto.

C’è dunque una soluzione a questo dilemma che prima o poi arriva ad affliggere tutti coloro che si dedicano in maniera più o meno assidua alla fotografia in ambienti naturali ? La risposta è si. Oggi esistono diversi produttori che hanno a catalogo linee di zaini espressamente progettate per il “fotografo outdoor”, capaci quindi di coniugare la protezione e la rapidità di accesso all’attrezzatura fotografica tipica dei comuni zaini fotografici, con la grande capacità di carico e l’ergonomia dei classici zaini da montagna. Tra le svariate soluzioni presenti sul mercato (ce ne sono infatti più di quante se ne possano immaginare), a mio parere la migliore è quella proposta dalla F-Stop Gear (fstopgear.com) , azienda che realizza prodotti di primissima qualità, ma che soprattutto offre la possibilità di creare il proprio zaino ideale accoppiando i diversi modelli presenti a catalogo con altrettanto svariate tipologie di ICU (Internal Camera Unit), ovvero scompartimenti imbottiti interni dedicati a corpi macchine e lenti, completamente estraibili ed intercambiabili a seconda delle esigenze.

F-STOP TILOPA

Tra i vari modelli presenti sul catalogo dell’azienda americana al momento del mio acquisto, ho optato per il “Tilopa“, il quale risultava il più adatto alle mie esigenze (ed in linea di massima a quelle di gran parte dei fotografi che operano nelle mie stesse condizioni), un giusto compromesso in quanto capiente a sufficienza ma allo stesso tempo non eccessivamente ingombrante e pesante. Per dover di cronaca va riportato che ad oggi è disponibile un modello leggermente aggiornato rispetto a quello presentato in questa recensione, le cui caratteristiche principali sono però rimaste praticamente invariate rispetto al predecessore.

I dettagli tecnici più rilevanti sono così riassumibili: 50 lt. di capacità complessiva, poco meno di 2 kg di peso, tessuto altamente idrorepellente, accesso diretto allo scompartimento dedicato al materiale fotografico, compatibilità con tutti i modelli di ICU (cosa non possibile con gli zaini F-Stop di dimensioni inferiori), numerose tasche e cinghie esterne utili per aumentare la capacità di trasporto dello zaino, scompartimento dedicato alla sacca idrica e relativo foro per il passaggio della cannuccia fissabile. Attualmente è disponibile nei colori nero, verde foliage, turchese ed arancione nasturzio. Di seguito riporto nel dettaglio tutte le misure principali:

f-stop

ESTERNO

Iniziamo l’analisi di dettaglio di questo interessante prodotto partendo dall’esterno. Già da un primo sguardo la qualità generale e la cura per il dettaglio percepita è elevatissima: risulta evidente l’utilizzo di materiali di prima scelta e le finiture sono curate maniacalmente. Il tutto è costruito con materiale idrorepellente ed ultraresistente alle abrasioni ottenuto combinando in una particolare trama tessuti in nylon Oxford ed AdvantaTM; la resistenza all’umidità è ulteriormente migliorata sulla parte inferiore dello zaino, solitamente la più esposta ad entrare in contatto con il terreno ed in genere con superfici bagnate, dove è presente un efficiente fondo rinforzato impermeabile in Hypalon®. Qui tra l’altro è stato ricavato un piccolo taschino all’interno del quale personalmente ho scelto di tenere la cover impermeabile. Posteriormente sono presenti due scompartimenti supplementari sovrapposti, utili per riporre accessori non troppo voluminosi ma che comunque si intende tenere a portata di mano e separati dal resto del materiale trasportato (ad esempio una felpa o una carta geografica). Il più grande dei due scompartimenti è stato realizzato su misura per ospitare una pala da neve di emergenza, presente in quasi tutti i kit anti-valanga. Tutte le cerniere sono molto robuste e, anche se all’inizio un po’ “dure”, risultano con un minimo di utilizzo estremamente fluide; su tutte è presente o un risvolto in tessuto o una sigillatura in gomma che ne aumentano notevolmente la resistenza alla penetrazione dell’acqua in caso di pioggia.

Lo zaino presenta ben 6 cinghie a scatto regolabili, divise a coppie e poste rispettivamente sui due lati e sul dorso: queste sono fondamentali per il trasporto del treppiedi o, in caso di uscite impegnative invernali, anche di piccozze, sci e racchette da neve; ovviamente questi sono solo alcuni esempi in quanto la versatilità di tale sistema di fissaggio lo rende praticamente adatto a qualsiasi oggetto (sacco a pelo, materassino, tenda, giacca a vento, ecc..). In basso su ognuno dei due lati alle cinghie a scatto regolabili è stata accoppiata una robusta fascia fissa, pensata appositamente per l’aggancio degli sci. Sul dorso troviamo poi due coppie di stringhe elastiche regolabili, utili ad esempio per l’ancoraggio di un monopiede o dei classici bastoncini da trekking. A completare la lunga serie di accessori per il fissaggio esterno sono presenti varie fasce con il sistema di aggancio di derivazione militare “Molle” (non più presenti però sul modello ad oggi a catalogo) e diverse asole inferiori e superiori compatibili con stringhe supplementari, vendute però come accessorio.

Gli spallacci sono ben imbottiti e sagomati tanto di risultare comodi anche a pieno carico per lunghi tragitti; la loro regolazione millimetrica avviene in maniera agile anche con lo zaino calzato. Sullo spallaccio di destra è presente una fascetta in velcro utile per il fissaggio della cannula in gomma proveniente dalla sacca idrica opportunamente ospitata nel vano interno principale, mentre su entrambi è presente un anello in metallo utile per tenere a portata di mano durante il cammino svariati accessori (come ad esempio un GPS). La cinta addominale, una volta regolata con la propria misura, aiuta a ripartire e sostenere il carico in maniera efficace; il serraggio è, a differenza di altri zaini provati, estremamente scorrevole ed agevole. Una cinta più piccola unisce anche gli spallacci all’altezza del petto; integrato sul gancio di quest’ultima è presente un utile fischietto di emergenza

Veniamo allo schienale, uno dei principali punti di forza degli zaini F-Stop: realizzato in morbido materiale scanalato, è completamente apribile tramite una robusta doppia zip e permettere l’accesso diretto all’attrezzatura fotografica contenuta nell’ICU, una caratteristica estremamente comoda e che si rivela irrinunciabile già dopo il primo utilizzo. Con lo zaino poggiato a terra ed aperto, con tutto il corredo a portata di mano, sarà infatti estremamente comodo passare da un obiettivo all’altro o comunque effettuare qualsiasi operazione per la quale a volte due mani non bastano e si ha l’esigenza di avere a disposizione una sorta di “piano d’appoggio” che non sia direttamente il terreno stesso.

Unico neo di questa tipologia di schienale risulta essere, rispetto a quelli dei più moderni zaini da trekking, nonostante le sagomature in rilievo, la poca ventilazione della zona lombale: per forza di cose non è presente un sistema di “sospensione” dalla schiena tale da permetterne un’abbondante areazione, il che, nei periodi più caldi, causa in tale punto abbastanza sudorazione. In ogni caso questo difetto è ampiamente compensato dalla grande comodità di accesso diretto all’attrezzatura permesso da questo sistema e tra l’altro sulla versione aggiornata pare che proprio la sagomatura dello schienale sia stata rivista; non avendolo però testato direttamente non so dire se la situazione sia stata realmente migliorata.

INTERNO

Nella parte superiore dello zaino è presente, oltre alla classica apertura con zip per l’accesso al vano principale, un’ampia tasca all’interno della quale sono stati ricavati vari scompartimenti secondari e soprattutto un solido moschettone con anello portachiavi, utile per fissare in tutta sicurezza le chiavi dell’automobile (o di casa) evitando così di perderle accidentalmente in luoghi remoti durante le escursioni. Nella parte interna del già presentato schienale apribile troviamo due piccoli vani dedicati ad ospitare schede SD o simili e due tasche più grandi chiuse da zip, poco capienti nel complesso ma comunque sufficienti per riporre accessori dallo spessore non troppo marcato (filtri, panni per la pulizia delle lenti, ecc…).

Esempio di attrezzatura trasportabile con F-Stop Tilopa - © Daniele Frigida

Il vano principale dello zaino è sostenuto da un telaio perimetrale in lega metallica resistente ed al contempo extra-leggera che conferisce una solidità generale ottima a fronte di un peso complessivo piuttosto contenuto. Nello stesso vano è ricavata una generosa tasca imbottita per pc desktop fino a 17″ (utilizzabile comunque anche per altro), mentre il resto dello spazio disponibile è direttamente soggetto al modello di ICU abbinato: scegliendo un modello di dimensioni medie, adatto grossomodo ad un corredo fotografico fatto di corpo macchina e 3 lenti, resta a disposizione una quantità di spazio sufficiente per affrontare escursioni giornaliere ed in caso di estrema ottimizzazione degli spazi anche di due giorni.

ICU

Passiamo quindi ad analizzare nel dettaglio il vero “cuore” degli zaini prodotti dalla F-Stop Gear, l’ICU, acronimo che sta a significare letteralmente Internal Camera Unit. L’utilizzo di un guscio interno per camera e lenti intercambiabile risulta essere una soluzione estremamente vantaggiosa che mette questi zaini un gradino più in alto rispetto ai prodotti della concorrenza. Si tratta di una soluzione che permette comodamente di adattare uno stesso zaino a situazioni ed esigenze molto diverse tra loro, anche da parte dello stesso utilizzatore: l’ICU è infatti facilmente estraibile e sostituibile (a patto che si disponga di almeno due varianti), permettendo di modificare la capacità dello zaino da dedicare a lenti/corpo macchina rispetto a quella da riservare per l’attrezzatura utile alle più svariate avventure in natura. Per rimuovere l’ICU è sufficiente sganciare i quattro fermi in velcro che lo ancorano al telaio metallico interno dello zaino ed il gioco è fatto. Tutto molto semplice ma al contempo geniale ed estremamente comodo!

La fattura dell’unità interna è ottima, i vari scompartimenti sono ovviamente personalizzabili grazie ai divisori mobili con strisce perimetrali in velcro, unibili tra loro a piacimento; vengono inoltre forniti anche vari elastici per l’ancoraggio delle lenti. Personalmente ho optato per un ICU “Medium Shallow“, il quale come dice il nome stesso ha una capienza media tra quelle proposte a catalogo ed è capace di contenere abbastanza comodamente una reflex FF, un 70-200 f/2.8 con paraluce, un grandangolo 16-35 f/4 ed un tutto-fare 24-85 in alternativa ad un 105 f/2.8 Macro, oltre ad altri vari piccoli accessori (batteria supplementare, filtri circolari, ecc…). Insomma, quanto basta per contenere il classico corredo del fotografo naturalista ed al contempo non troppo invadente all’interno dello zaino, mantenendo spazio a sufficienza per tutto il resto (borraccia, felpa, giubbotto, viveri vari, torcia, kit di pronto soccorso, ecc…).

Esistono comunque ICU ben più capienti di quello appena descritto, capaci di contenere grandi teleobiettivi o corredi composti da svariati pezzi; direttamente sul sito del produttore è possibile visionare l’elenco completo dei vari ICU disponibili: shop.fstopgear.com/ICU. Certamente ce n’è uno su misura per ogni esigenza.

PREZZO e CONCLUSIONI

Il costo dei vari prodotti F-Stop (sia zaini che ICU, ma anche dei vari accessori disponibili) non è propriamente economico, ma è chiaro che se si considera l’elevata qualità generale unita alla tutto sommato molto specifica clientela target risulta congruo e giustificato. Un’accoppiata zaino + ICU simile a quella appena descritta ha un costo al pubblico che si aggira, a seconda della composizione specifica scelta, tra i 300 ed i 350 euro. Un prodotto non proprio “cheap” insomma, ma che certamente dopo circa due anni di intenso utilizzo sul campo posso definire robustissimo, ben studiato e realizzato per le effettive esigenze del fotografo outdoor, il cui apprezzamento è aumentato giorno dopo giorno.

Zaino F-Stop Tilopa, la nostra recensione ultima modifica: 2016-10-22T18:57:46+00:00 da Daniele Frigida


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