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Orizzonti Simbruini è un progetto indipendente di documentazione del paesaggio e della natura dei Monti Simbruini, nell'Appennino centrale
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Nuova carta escursionistica del Parco dei Monti Simbruini
Nuova carta escursionistica del Parco dei Monti Simbruini

E’ finalmente disponibile la nuovissima terza edizione della Carta escursionistica del Parco dei Monti Simbruini, riveduta e aggiornata con nuovi itinerari a piedi e in mountain-bike. La carta è in scala 1:25.000, ed è totalmente georeferenziata e cartografata con coordinate GPS.

Siamo orgogliosi di avere contribuito alla sua realizzazione con le nostre immagini e una grafica di copertina totalmente rinnovata.

E’ possibile acquistare la carta direttamente sullo shop del Parco.

 

Nuova carta escursionistica del Parco dei Monti Simbruini
Nuova carta escursionistica del Parco dei Monti Simbruini
Morimus asper - Monti Simbruini - © Daniele Frigida
Coleotteri dei Monti Simbruini: Morimus asper

Come già noto, da diversi anni durante il periodo estivo tra i principali target di ricerca del nostro team vi sono i coleotteri saproxillici più rari e di maggior interesse naturalistico presenti nel territorio dei Monti Simbruini, come ad esempio la Rosalia Alpina, l’Osmoderma eremita ed il Morimus asper. Dopo i primi giorni di pazienti ricerche mirate ad inaugurare la stagione quest’anno sono stati sul finire del mese di Giugno proprio due esemplari di quest’ultima specie, un maschio ed una femmina, entrambi rinvenuti a poche centinaia di metri di distanza nel medesimo sito. Andiamo però a scoprire qualcosa di più su questo affascinante coleottero:

 

MORFOLOGIA E BIOLOGIA

Il Morimus asper è tra i coleotteri di maggiori dimensioni presenti sul territorio tant’è che il suo corpo può arrivare a misurare circa 4 cm di lunghezza; esteticamente è caratterizzato da una livrea scura uniforme anche se può presentare sfumature più chiare tendenti al grigio cenere. Le macchie sulle elitre sono appena percepibili al contrario del suo stretto cugino M. funereus – non presente comunque in Appennino – il quale invece presenta una livrea più chiara e chiazze ben distinguibili. Presenta delle antenne molto pronunciate, le quali nei maschi superano decisamente la lunghezza del corpo arrivando a misurare anche 8-9 cm, mentre nelle femmine queste generalmente arrivano appena oltre al vertice delle elitre. Da un occhio poco esperto potrebbe essere confuso con Herophila tristis e Lamia textor, specie dalle quali si distingue comunque per dimensioni e colori;  l’elemento che ne garantisce comunque la certa identificazione in assenza di possibilità di comparazioni dirette è il terzo antennomero (segmento delle antenne), il quale, al contrario delle altre due specie sopra citate, nel M. asper risulta sempre decisamente più lungo del primo segmento. Lo sfarfallamento degli adulti avviene tra maggio e giugno a seconda delle altitudini. E’ comunque un animale dalle abitudini prettamente notturne quindi abbastanza difficile da rinvenire in pieno giorno.

 

DIFFUSIONE ED HABITAT

Il M. asper è diffuso in tutta l’Italia tranne nel Friuli Venezia Giulia dove vive il suo stretto cugino M. funereus, sottospecie originaria dei vicini Balcani. Come tutti i coleotteri saproxillici, la sua sopravvivenza è direttamente legata ad ambienti forestali che presentano un elevato grado di naturalità, ovvero boschi di latifoglie incolti e caratterizzati da un’ampia disponibilità di alberi maturi e necromassa (alberi marcescenti), habitat purtroppo sempre più rari e costantemente minacciati dallo sfruttamento antropico delle risorse forestali. Per via della sua lenta ma costante diminuzione in termini di popolazione è una specie di elevato interesse e pertanto rientra nei piani di monitoraggio e salvaguardia della Direttiva Habitat. A tal proposito ricordiamo che è bene segnalare ogni avvistamento di questa specie sul portale InNat nell’apposita sezione del sito (per la segnalazione è fondamentale scattare almeno una foto all’esemplare rinvenuto e annotare le coordinate GPS).

NOTA: nello stesso periodo dei due rinvenimenti sopra accennati di M. asper, nelle campagne di fondovalle al margine dei Monti Simbruini segnaliamo anche il rinvenimento di due esemplari di Heropila tristis.

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Sparviere (Accipiter nisus) - Monti Simbruini - ph F.Ferreri
Fotografato uno Sparviere, elusivo predatore dei boschi

In uno dei nostri periodici sopralluoghi per il monitoraggio della fauna dei Monti Simbruini abbiamo avuto la fortuna di avvistare e fotografare un raro Sparviere in volo nei pressi di una radura ai margini del bosco, con una preda ghermita tra gli artigli.

Lo Sparviere (Accipiter nisus) è un rapace di piccole dimensioni (assimilabile per taglia e morfologia generale al gheppio) che vive e caccia prevalentemente al coperto nei boschi. Le dimensioni contenute, la forma aereodinamica – con ali corte e coda lunga che conferiscono una straordinaria agilità – gli consentono di muoversi e districarsi con rapidità fulminea nell’intrico dei rami del sottobosco, abilità indispensabile per sorprendere le piccole prede – uccelli e mammiferi – che costituiscono la sua dieta.

Lo sparviere costruisce il nido nel folto del bosco, fra la macchia o anche su alberi; il nido è costituito di ramoscelli via via sempre più fini verso il centro della coppa, che viene ulteriormente rivestita con le piume della femmina. A primavera vengono deposte da 3 a 5 uova, che si schiudono nel giro di una trentina di giorni, i nidiacei lasciano poi il nido dopo un ulteriore mese, continuando ad essere seguiti e supportati dai genitori. Lo sparviere è stanziale e nidificante su tutta la penisola italiana, nella stagione autunnale individui provenienti dal nord Europa raggiungono l’Italia per lo svernamento.

Nell’esemplare fotografato si notano evidenti le piume bianche del sottocoda, che vengono normalmente messe in mostra a scopo di demarcazione territoriale. Insieme all’Astore che ne condivide l’habitat forestale, lo Sparviere è tra i rapaci più elusivi e difficili da avvistare a causa delle sue abitudini; è dunque con soddisfazione che possiamo constatare la sua presenza nel territorio dei Monti Simbruini.

Per saperne di più:

Nota: la foto di apertura è una sequenza montata delle varie fasi del volo

GALLERIA FOTO
Rosalia alpina - Monti Simbruini - ph Francesco Ferreri
Torna la regina della faggeta: la Rosalia alpina

Anche quest’anno la troupe di Orizzonti Simbruini è riuscita a documentare la comparsa dei primi individui adulti di Rosalia alpina all’interno della faggeta. La prima sessione di ricerca, svolta all’interno di faggete interessate dalla presenza di tronchi senescenti o secchi, ha portato al rinvenimento di una coppia (maschio e femmina) in fase di accoppiamento presso una vecchia ceppaia di faggio marcescente e di un terzo esemplare maschio in sosta su un tronco parzialmente devitalizzato. Read More

Orchidee dei Simbruini: Orchis purpurea - ph F.Ferreri
Riparte la stagione delle orchidee sui Monti Simbruini

Favorite dai caldi precoci di Aprile, le orchidee selvatiche stanno iniziando a punteggiare i campi e le radure sui Monti Simbruini, per quello che ogni anno è uno degli appuntamenti più attesi dagli appassionati. Tra le prime specie a fare capolino tra il verde rinnovato dei prati d’altura più esposti al sole, le classiche Orchis pauciflora e Anacamptis morio, ma anche, alle quote più basse, O. purpurea e Neotinea tridentata. Read More

Grifoni in volo - Monti Simbruini - © Daniele frigida
Monitoraggio della popolazione di grifone nell’Appennino centrale

La popolazione di grifone (Gyps fulvus) nell’Appennino centrale ha origine, come abbiamo già avuto modo di dire, dalle attività di reintroduzione operate dal Corpo Forestale dello Stato negli anni ’90, nell’area della Riserva Naturale Orientata di Monte Velino.

Responsabile per il monitoraggio della popolazione di grifone è l’ex Ufficio Territoriale per la Biodiversità (ora UTCB) di Castel di Sangro, che ha recentemente diffuso una nota, rilanciata da diverse associazioni del settore, in cui si richiede a studiosi ed appassionati la collaborazione nella raccolta di segnalazioni in merito agli individui marcati nel corso del 2016 per mezzo della decolorazione delle penne remiganti e timoniere.

Il monitoraggio di singoli individui è fondamentale per determinare la dinamica e il tasso di sopravvivenza della popolazione di grifone in Appennino, gli schemi di decolorazione permettono di riconoscere facilmente i singoli individui catturati e marcati durante lo scorso anno.

Invitiamo tutti gli appassionati frequentatori dei Monti Simbruini a prendere visione degli allegati con gli schemi di decolorazione e a segnalare ogni eventuale avvistamento a:

Ufficio Territoriale Carabinieri per la Biodiversità di Castel di Sangro

Aquila reale, Monti Simbruini - fermo immagine - ph F.Ferreri
Avvistamento di Aquila reale sui Monti Simbruini

La presenza dell’aquila reale (Aquila chrysaetos) sui Monti Simbruini è storica e costante nel tempo: almeno due coppie accertate vivono nel territorio laziale dei Simbruini-Ernici, con una terza probabile sul versante abruzzese. Ciò nondimeno, non capita di frequente di poterne osservare il volo maestoso nel cielo, come è successo alla nostra troupe impegnata pochi giorni fa in una sessione di riprese documentaristiche.

Una coppia di aquile è stata ripresa in volteggio sopra un’area boscosa, dei due esemplari uno è risultato essere un giovane subadulto di età stimabile in circa due anni. Le coppie e i siti di nidificazione vengono tenuti sotto osservazione ogni anno nell’ambito delle attività della rete regionale di monitoraggio dei rapaci rupicoli, i risultati del 2016 non hanno riscontrato nuovi involi dai siti conosciuti sul territorio dei Simbruini. Nel caso dell’individuo ripreso dalle nostre telecamere potrebbe trattarsi di un giovane in espansione da territori vicini, l’aquila reale è infatti presente sia nell’area dei Monti Lucretili che in quella dei Monti della Duchessa e del massiccio del Velino, in Abruzzo.

Ci auguriamo che l’avvistamento sia di buon auspicio per un incremento della presenze di questa specie nell’area dei Monti Simbruini ed Ernici e in tutto l’Appennino centrale.

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FERMO IMMAGINE
Suoni dei Simbruini - mattino lungo il fiume Aniene
I suoni dei Simbruini su Repubblica

“I suoni della vostra vita”  è una iniziativa editoriale promossa da Repubblica che si propone di raccontare la vita degli italiani attraverso la creazione di un grande archivio sonoro collettivo. Abbiamo sempre ritenuto che la componente sonora sia una caratteristica fondamentale nella descrizione e documentazione di un luogo o di un paesaggio, per questo abbiamo deciso di contribuire a questa iniziativa inviando una breve registrazione dei suoni del mattino lungo il fiume Aniene.

Ci auguriamo così di far conoscere meglio il nostro territorio e far sì che anche il suo paesaggio sonoro entri a far parte del patrimonio collettivo, materiale e immateriale, del paese. La raccolta di tutte le nostre registrazioni di campo è disponibile nella pagina degli audio.

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Un sito tutto nuovo

Per chi vive la montagna, settembre è il vero inizio dell’anno: si usa dire che in montagna, dopo ferragosto, l’estate finisca e il primo giorno di settembre è anche l’inizio dell’autunno meteorologico. Accade così che l’estate diventa soprattutto un momento di riflessione, di revisione di quanto è stato fatto nell’anno passato e di pianificazione di progetti per il “nuovo anno”. Read More

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