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Glow e luna sul Monte Tarino - Orizzonti Simbruini
Orizzonti Simbruini è un progetto indipendente di documentazione del paesaggio e della natura dei Monti Simbruini, nell'Appennino centrale
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Glow e luna sul Monte Tarino

Oltre ad essere tra le più elevate vette dei Simbruini, il Monte Tarino spicca per l’eleganza delle sue forme, articolate in una continua alternanza di sottili creste e speroni rocciosi che si affacciano a strapiombo su tutti i versanti; l’inconfondibile profilo biforcuto della vetta è quasi sempre presente nei panorami e negli scorci d’alta quota di queste montagne, divenendone un’icona al pari della conica vetta del Cotento e delle tormentate giogaie sommitali del Viglio. Questi profili, impressi a fuoco nella mente degli assidui ed appassionati frequentatori, sono l’essenza paesaggistica delle montagne simbruine e per questo motivo ci ritroviamo costantemente alla ricerca di nuove angolazioni e prospettive con cui ritrarli al fine di trasmetterne la loro più pura bellezza.

Vista la sua posizione ed orografia, il Monte Tarino è probabilmente la cima più remota e difficile da raggiungere dei Simbruini, se non altro per la lunghezza ed il dislivello degli itinerari, motivo per il quale finora avevamo sempre rimandato uscite video/fotografiche specifiche, limitandoci a percorrere i suoi panoramici sentieri in semplice veste di escursionisti, senza il gravoso peso delle attrezzature da ripresa al seguito. Il richiamo di questa magnifica montagna è però difficile da domare così come la voglia di immortalare le sue forme in situazioni particolari, diverse da quelle sinora ritratte nelle immagini raccolte a puro scopo documentale. Così dopo diversi studi e pianificazioni riusciamo finalmente a mettere in atto un’avvincente uscita fotografica al tramonto con rientro in notturna verso le alture del Tarinello, luogo ideale per riprendere la vicina e scenica parte sommitale del Monte Tarino.

Ci avviamo sul sentiero nel caldo torrido del primo pomeriggio con gli zaini più leggeri del solito, al loro interno un corredo ridotto all’osso: in vista della lunga salita infatti decidiamo di tralasciare qualsiasi oggetto non indispensabile portando solo treppiedi, corpo macchina con grandangolo e qualche filtro, oltre ad una scarna cena al sacco ed una giacca a vento. Mentre ci arrampichiamo lungo il ripido sentiero un piacevole vento mitiga in parte una temperatura certamente poco consona a queste altezze, testimonianza diretta di un’estate arida e rovente che sta segnando profondamente il nostro territorio e la sua natura; pesanti cappe di foschia aleggiano sulle vallate mentre in alto il cielo risulta completamente sgombro da nubi (i caratteristici quanto puntuali temporali pomeridiani sui Simbruini sembrano essere oramai solo un ricordo lontano).

Dopo circa due ore di costante salita raggiungiamo la zona sommitale del Monte Tarinello (1848 m.s.l.m.), il quale si affaccia ad Ovest con impervi e rocciosi pendii sulla Valle del Simbrivio mentre in direzione della vicina vetta del Tarino si distende in ampie e morbide doline erbose: si tratta della zona nota come Pozzo della Neve, un luogo ameno e remoto. Ci dirigiamo sul suo margine orientale dal quale attenderemo l’arrivo del tramonto: il colpo d’occhio da qui è assolutamente degno di nota ed in base agli effemeridi poco prima del calar del sole oltre la cima, ad impreziosire la scena, spunterà anche una luna quasi completamente piena. Siamo in leggero anticipo rispetto alla tabella di marcia e così ci possiamo dedicare ad esplorare la zona in cerca di scorci ed inquadrature interessanti. Tra le erbe e gli arbusti fiaccati dal caldo una vistosa fioritura di Semprevivo (Sempervivum arochnoideum) attira la nostra attenzione; si tratta di una pianta poco diffusa, rinvenibile solo negli ambienti d’alta quota e precedentemente da noi documentata solo sul Monte Cotento e sul Monte Viglio.

Intanto proprio qualche minuto prima del tramonto, quando la luce inizia a farsi morbida e dorata, ecco che come previsto la luna sorge da sud-est stagliandosi nel cielo in congiunzione sopra la cima del Tarino, regalandoci uno scorcio dalla rara bellezza. La parabola discendente del sole verso l’orizzonte è comunque rapida ed in un crescendo effimero di colori e sfumature viviamo il momento di miglior luce affannandoci su e giù per i crinali cercando di immortalare la magia del momento.

Anche dopo essersi celato dietro l’orizzonte il sole continua a regalarci attimi di commovente bellezza: la densa foschia sollevatasi nell’aria per via della caligine estiva enfatizza i riverberi del crepuscolo ed il cielo si tinge di sfumature violacee; è il cosiddetto glow, uno degli spettacoli più belli della natura, il quale in alta quota assume spesso un’enfasi non egualmente visibile altrove. Intanto, mentre tutto sprofonda lentamente nel buio, la luna brilla sempre più alta oltre la vetta del Monte Tarino e lontane, in fondo alla Valle del Simbrivio, si accendono le luci del piccolo borgo di Vallepietra dominato prepotentemente tutt’attorno dalle cime e dalla natura dei Monti Simbruini.

Poco dopo, con gli ultimi scenici chiarori riflessi nel cielo dell’ovest, il sole lascia definitivamente spazio alla notte. Queste alte terre, dopo le sfiancanti calure dell’estate, possono adesso finalmente rigenerarsi nella frescura portata dalla sera; l’intensa luce della luna quasi piena illumina a giorno le vette ed i crinali circostanti, infondendo su questi un’aurea magica; tutto appare parte di un paesaggio incantato. Purtroppo tale chiarore, se da un lato permette una nitida visione del panorama terrestre dall’altro impedisce la buona ripresa fotografica delle stelle, anche se le costellazioni e gli asterismi principali, come Cassiopea ed il Grande Carro, non sfuggono al nostro attento sguardo. Nonostante ciò effettuiamo comunque alcuni scatti notturni prima di riporre l’attrezzatura negli zaini e di avviarci lungo il sentiero verso valle, scavalcando prima i ripidi pendii a tratti esposti del Monte Tarinello poi quelli della Morra Costantino; più a valle oltre il Monte Assalonne il sentiero si fa più disteso e pianeggiante e ci riconduce comodamente sino al punto di partenza della nostra avventura. Un’uscita che ci ha permesso di vivere scenografiche ed emozionali situazioni al cospetto di una delle più belle e selvagge cime dei Monti Simbruini, quel Monte Tarino che finora non avevamo ancora immortalato al massimo delle sue potenzialità ma che questa volta, senza deludere le aspettative, è stato il protagonista assoluto delle nostre immagini.

CORPO MACCHINA: Nikon D610, Nikon D7100 | OBIETTIVI: Nikkor 16-35 f/4 G ED VR, Tokina 11-16 f/2.8 ATX Pro II, Tamron 70-300 f/4.5-5.6| TREPPIEDI: Cullmann Magnesit 528, Manfrotto 190 - TESTA: Manfrotto 496RC2 | FILTRI: NiSi Filter IR GND Soft 150x100mm 0.9, Polarizzatore 105mm ''Landscape'' Lee Filter , Holder Lee Filter

Glow e luna sul Monte Tarino ultima modifica: 2017-08-09T23:18:07+00:00 da Daniele Frigida


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