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IDRO-GEOLOGIA & RILIEVI
Orizzonti Simbruini è un progetto indipendente di documentazione del paesaggio e della natura dei Monti Simbruini, nell'Appennino centrale
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IDRO-GEOLOGIA & RILIEVI

Un territorio segnato dall'acqua
IDRO-GEOLOGIA

L’intero massiccio dei Monti Simbruini, originariamente facente parte di un antico fondale marino, ha assunto la sua attuale conformazione orografica circa cinque milioni di anni fa, a causa dello scontro tra i diversi blocchi della crosta continentale. La natura carbonatica dei minerali che lo compongono, insieme all’incessante opera degli agenti atmosferici, ha fatto si che le rocce, le vette, le pareti assumessero nel corso del tempo le forme più particolari.

Marcatissimo ovunque è  il fenomeno del carsismo: in superficie sono infatti presenti forre, doline ed inghiottitoi che incanalano le grandi quantità di acque piovane nel sottosuolo, dove si sviluppa un complesso reticolo ipogeo di cavità e grotte che si estende per di decine di chilometri e che permette un rapido riaffiorare delle acque drenate in alto. La grotta più famosa è sicuramente quella dell’Inferniglio, a Jenne, che si estende per alcuni km nel cuore della montagna e nella quale confluiscono le acque delle sovrastanti zone di Campo dell’Osso e Monte Livata. Altre importanti cavità presenti nella zona sono la grotta del Pertuso a Trevi nel Lazio, il Pozzo del Gelo nella piana di Camposecco, il Pozzo della Creta Rossa a Jenne e la Grotta degli Urli nei pressi del Monte Agnello (Campocatino).

A causa dell’esposizione  alle correnti umide proveniente da occidente, i Simbruini risultano essere tra i luoghi più piovosi dell’intero Appennino centrale, con le precipitazioni medie annue che superano i 2000mm (lo stesso toponimo Simbruini deriva dal latino Sub Imbribus, letteralmente traducibile in “sotto le piogge“). Tale abbondanza di precipitazioni meteoriche, unita alle caratteristiche geo-morfologiche del suolo, fanno sì che nelle zone pedemontane sgorghino, dopo lunghi percorsi sotterranei, innumerevoli sorgenti, le quali confluendo tra loro danno vita ad sistema idrogeologico di primissima importanza, le cui arterie principali sono i fiumi Aniene e Simbrivio nel versante laziale ed i fiumi Imele/Salto e Liri in quello abruzzese.

RILIEVI

Al cospetto delle maggiori catene montuose dell’Italia centrale (Gran Sasso, Majella, Monti della Laga, Sibillini, Velino-Sirente), i Simbruini hanno un’estensione ed un’altitudine media decisamente inferiori, ma non per questo la loro bellezza ed il loro fascino risultano essere da meno. Ad un’ora dalla capitale si trova anzi la sintesi per eccellenza dell’ambiente montano tipico dell’Appennino centrale, fatta di lussureggianti faggete, verdi praterie, circhi glaciali e panoramiche cime rocciose da oltre 2000 metri.

Il quadrante Nord-occidentale dei Monti Simbruini è caratterizzato da rilievi poco marcati rispetto alla circostante orografia, la quale si sviluppa principalmente in grandi altopiani posti ad una quota media di 1400 metri s.l.m. (Monte Livata, Campaegli e Camposecco). Qui si distinguono comunque le elevazioni del Monte Pelato (1611 m.), del Monte Castellamato (1495 m.) e del Monte Calvo (1591 m.).

A Nord-Est, oltre il Fosso Fioio (attuale confine politico tra le regioni Lazio e Abruzzo ed antico limite tra lo Stato del Vaticano ed il Regno borbonico), il versante abruzzese dei Monti Simbruini assume comunemente la denominazione di Monti Carseolani, i quali sono caratterizzati dalle elevazioni dei monti Fontecellese (1625 m.s.l.m.), Midia (1715 m.s.l.m.), Padiglione (1627 m.sl.m.) e Cima di Vallevona (nota anche come Serrasecca, 1818 m.s.l.m.).

Più a Sud, al centro di un complesso sistema orografico, si innalza la cima più elevata della provincia di Roma, il Monte Autore (1856 m.s.l.m.); Mentre il suo versante Nord-occidentale degrada dolcemente ammantato da fitte faggete fino alla piana di Camposecco, a Sud-Est le brulle pendici precipitano vertiginosamente nel profondo solco della valle del fiume Simbrivio, in uno scenario dalla bellezza unica. Poco più in basso del Monte Autore sorge il Colle della Tagliata (1662 m.s.l.m.), famoso ai più per la sua strapiombante parete calcarea alta ben 300 metri, ai piedi della quale sorge l’antichissimo santuario dedicato alla Santissima Trinità, meta di pellegrinaggio da secoli.

Nel cuore dell’area protetta, tra le valli dei fiumi Aniene e Simbrivio, in piena riserva integrale, si innalza il Monte Faito (1450 m.s.l.m.): nelle fattezze più simile ad un grande altopiano che ad una cima vera e propria, è caratterizzato da verticali facciate laterali cosparse di affioramenti rocciosi (Morra Rossa, Roccia Valisa, ecc…) e da un’immensa estensione pianeggiate sommitale ammantata da faggete quasi impenetrabili.

Oltre la valle del Simbrivio, in direzione Sud-Est, si trova il quadrante meridionale dei Monti Simbruini, l’area cosiddetta delle “alte cime”. Qui infatti in successione si innalzano il Monte Tarino (1961 m.s.l.m.), inserito nella zona di riserva integrale del Parco ed il Monte Cotento (2015 m.s.l.m.) che con la sua brulla e conica cima rappresenta la massima elevazione dei Monti Simbruini propriamente detti. Ad Est del Tarino e del Cotento, oltre l’altopiano boschivo di Campo Ceraso, chiudono i Simbruini le dorsali della Renga, della Serra di San Michele e dei Colli Staffi.
Ancora più a Sud, oltre la Val Granara, si staglia la breve ma possente sotto-catena dei Monti Càntari che raggiunge la sua massima altezza nella cima del Monte Viglio (2156 m.s.l.m.). Il Viglio, caratterizzato da speroni, alte pareti rocciose e circhi glaciali, è per altezza la terza vetta del Lazio (dopo il Monte Gorzano ed il Terminillo) e la più elevata dell’intera area protetta.
Ad Ovest del Viglio il Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini ingloba nei suoi confini anche alcune importanti vette geograficamente appartenenti alla catena dei Monti Ernici quali il Monte Femmina Morta (1720 m.s.l.m.), il Monte Crepacuore (1997 m.s.l.m.), tutelato anche nel suo versante abruzzese dalla riserva naturale di Zompo Lo Schioppo, il Monte Pozzotello (1995 m.s.l.m.), il Peschio delle Ciavole (1985 m.s.l.m.), il Peschio della Cornacchia (1983 m.s.l.m.) ed il Monte Agnello (1912 m.s.l.m.).

Ad Ovest i Simbruini sono delimitati dal solco della Valle dell’Aniene sulla quale nel tratto compreso tra Jenne e Cervara di Roma si affacciano con ripidi pendii coperte da bellissimi boschi di Leccio, quercia e Faggio alle quote più elevate. Qui si distinguono le elevazioni del Monte Pratiglio (1421 m.s.l.m.) sopra l’abitato di Jenne e del Colle Taleo (930 m.s.l.m.), posto a dominio del bellissimo monastero di San Benedetto.

IDRO-GEOLOGIA & RILIEVI ultima modifica: 2016-08-05T09:20:28+00:00 da Daniele Frigida

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