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Occhi negli occhi, incontro con il lupo
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Occhi negli occhi con il lupo - Monti Simbruini - ph F.Ferreri

Occhi negli occhi, incontro con il lupo

Faccia a faccia con il lupo nella luce incerta di un’alba velata, non lo avrei mai immaginato. Non avrei dovuto essere lì quel mattino, non era nei programmi pensati e ripensati nel corso della settimana lontano dalle montagne, ma poi alla fine la sera prima si era materializzata nella mente quella destinazione, senza un motivo particolare se non quello di dare la solita occhiata in cerca di fioriture e di suoni della primavera, e con la stessa insondabile predeterminazione avevo deciso di lasciare nello zaino il pesante teleobiettivo, pronto e agganciato alla fotocamera.

Il passo procede spedito nell’aria satura di umidità notturna, l’attraversamento di un catino erboso stagnante di aria gelida riporta alla mente ricordi di avventurosi pernottamenti estivi, tutto è immerso nella placida tranquillità che precede l’alba mentre la luce fredda dal cielo strappava pian piano lembi di terreno alla notte.

Dall’alto di un crinale, all’improvviso, gli occhi percepiscono una discontinuità, una macchia di colore grigiastro che si staglia impercettibilmente dal fondo verde dei prati. Forse l’istinto innato che  abbiamo ereditato dai nostri avi, raffinato col tempo nell’abitudine di scandagliare distese e distese di boschi e radure in cerca di un segno, percepisce immediatamente la presenza della vita selvatica. Sono forse cervi? Gli occhi vedono poco nella flebile luce che riverbera dal cielo, imbraccio il teleobiettivo e provo a scattare qualche fotogramma … le impostazioni sono errate, gli scatti mossi e confusi, ma all’improvviso realizzo più con la mente che con lo sguardo: è un lupo, no anzi sono almeno tre lupi!

Capisco dai loro movimenti che mi hanno visto, penso che in un attimo spariranno e mi rassegno … e invece no, rimangono lì come se curiosi di capire cosa sto facendo, e decisi comunque a continuare a fare quello in cui erano intenti prima che arrivassi. E’ curioso come tante volte, camminando sui sentieri al margine della notte, abbia avuto i brividi al pensiero di chissà quali predatori potessero nascondersi nell’oscurità, io che solo a sentire l’abbaiare di un cane a chilometri di distanza vado in tensione: ora il lupo è lì davanti a me, a poco più di un centinaio di metri, ma non ho nessun timore e sembra che altrettanto valga per lui.

Nell’emozione inevitabile dell’incontro perdo un po’ il senso di quello che sta succedendo, sembra come che i tre si siano appena ritrovati e li abbia sorpresi in un momento di “socializzazione”; ora scendono la valletta in fila indiana, con tranquillità, uno dei tre si stacca un po’ dal gruppo e prosegue il cammino lungo un crinale: decido di seguirlo col tele, approfittando della maggiore facilità di messa a fuoco sul fondo più contrastato, perdendo di vista gli altri. Percorre alcuni passi svelti, poi si ferma e si volta a guardare gli altri rimasti dietro e nascosti dalla vegetazione, poi si volta ancora, stavolta verso di me: occhi negli occhi, rimaniamo alcuni secondi immobili a guardarci, finché decide di proseguire e scompare in breve tempo dietro il crinale, nel bosco.

Le foto ci sono, tirate per i capelli come tutte le vere foto di lupi, ma qualcosa di molto più forte è rimasto impresso nel cuore. Sono passati alcuni giorni e quello sguardo è ancora lì davanti a me, mi rendo conto di non averlo ancora metabolizzato pienamente ma c’è qualcosa di questo incontro con il lupo che lo differenzia da tutti gli altri incontri vissuti su queste montagne. E’ il dono inaspettato di avere colto un istante della vita di una delle creature più sfuggenti ed elusive, un vero fantasma delle nostre terre, una sorta di iniziazione ai misteri della natura più segreta? O forse è qualcosa di più profondo, è il trovarsi di fronte una parte di se stessi, riflessa negli occhi del lupo, sfuggente e inafferrabile come la sua sagoma nella luce indecisa del nuovo giorno.

Non so se ci incontreremo ancora, ma ti auguro di correre ancora libero per queste terre, buona vita fratello!

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FOTOCAMERA: NIkon D7100 | OBIETTIVO: Sigma C 150-600mm f5-6.3 (600mm a TA, ISO 25600)

Occhi negli occhi, incontro con il lupo ultima modifica: 2017-05-07T22:37:54+00:00 da Francesco Ferreri
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