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Il Picchio dorsobianco sui Monti Simbruini
Orizzonti Simbruini è un progetto indipendente di documentazione del paesaggio e della natura dei Monti Simbruini, nell'Appennino centrale
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Il Picchio dorsobianco sui Monti Simbruini

Il Picchio dorsobianco (Dendrocopos leucotos), conosciuto anche come Picchio dalmatino, è una specie appartenente alla famiglia dei Picidae diffusa soprattutto nell’Europa orientale e che presenta in Italia una distribuzione estremamente localizzata: nella sottospecie lilfordii, infatti, è limitata ad alcune aree dell’Appennino centrale e del Gargano. Si tratta di una specie legata agli  ambienti delle foreste mature, caratterizzati dalla disponibilità di legno morto o marcescente, ove si nutre di insetti e larve di coleotteri saproxilici come la Rosalia alpina.

Picchio dorsobianco - Monti Simbruini - ph F.FerreriLeggermente più grande del Picchio rosso maggiore, il Picchio dorsobianco ha un profilo più appuntito e becco più lungo. Nel maschio la corona è rossa (nera nella femmina), presenta ai lati del capo una striatura nera che si biforca in direzione del becco e prosegue verso la corona senza unirvisi. Il ventre è bianco con striature nere, rosso al fondo nell’area sottocaudale, il dorso è scuro con striature bianche e assenza delle due aree bianche laterali visibili sulle spalle nel P. rosso maggiore, la macchia bianca dorsale da cui deriva il nome è in realtà sostituita, nella sottospecie lilfordii, da fitte barrature bianche.

Il verso del Picchio dorsobianco è un ‘byück’ simile a quello del P. rosso maggiore, ma più grave e meno nitido. E’ facile ascoltarlo in alternanza con i ripetuti martellamenti sui tronchi quando è in fase di alimentazione, in cerca di larve che vivono sotto la corteccia degli alberi. A primavera, nelle faggete ancora spoglie si può ascoltare il suo tamburellamento rituale, caratterizzato da un attacco “sospeso” della sequenza che termina poi in un’accelerazione con diminuizione del volume, un effetto che ricorda vagamente quello di una pallina da ping-pong che rimbalza e si ferma (cfr. video).

Nonostante l’areale ristretto e limitato a poche aree dell’Appennino, che ne fanno di fatto una specie piuttosto rara e preziosa in Italia, il Picchio dorsobianco è presente sui Monti Simbruini con un buon numero di esemplari, è possibile incontrarlo nelle faggete di alto fusto dove siano presenti alberi vetusti o marcescenti e ascoltare a primavera il suo caratteristico tamburellamento. Si tratta comunque di una specie di non facile osservazione: la livrea apparentemente sgargiante  ha in realtà caratteristiche di elevato mimetismo nell’ambiente della faggeta e il comportamento nervoso, soprattutto nella fase di alimentazione, durante la quale si sposta rapidamente di tronco in tronco alternando brevi voli a stazionamenti con canto e martellamento, richiedono un occhio molto allenato e perfetta coordinazione tra vista e udito; esibisce tuttavia un comportamento più confidente e meno “in allérta” rispetto al Picchio rosso maggiore.

La presenza di questa ulteriore preziosa rarità nei boschi dei Monti Simbruini testimonia ancora una volta la qualità degli ambienti forestali e l’efficacia delle misure di conservazione e tutela degli habitat derivanti dalla presenza di un’area protetta.

IMMAGINI
VIDEO
Il Picchio dorsobianco sui Monti Simbruini ultima modifica: 2017-11-26T19:48:06+00:00 da Francesco Ferreri


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