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Tramonto sul Peschio della Cornacchia - Orizzonti Simbruini
Orizzonti Simbruini è un progetto indipendente di documentazione del paesaggio e della natura dei Monti Simbruini, nell'Appennino centrale
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Tramonto sul Peschio della Cornacchia - © Daniele Frigida

Tramonto sul Peschio della Cornacchia

Gli aspri e severi ambienti d’alta quota dei Monti Ernici Nord-occidentali, inclusi solo in parte all’interno del perimetro del Parco Naturale dei Monti Simbruini, sono tra i luoghi più scenografici ed affascinanti di questo tratto di Appennino centrale posto a cavallo tra Lazio ed Abruzzo; acrocori, brecciai, tacce di antichi circhi glaciali e scoscese pareti rocciose caratterizzano fortemente questa zona, rendendola di conseguenza anche tra le più interessanti, fotograficamente parlando, per chi è attratto da queste brulle e primordiali ambientazioni. Si tratta di alte terre solo apparentemente aride e vuote, le quali in realtà si rivelano intrise di angoli e scorci suggestivi seppur alla portata quasi esclusiva dell’esploratore-fotografo più attento ed incline a coglierne la semplice e struggente bellezza.

L’idea di realizzare questa immagine nasce lo scorso autunno, quando di ritorno da un’uscita all’alba sul Monte Crepacuore, divagando fuori sentiero, mi imbattei quasi per caso sulla brulla e rocciosa dorsale nord-orientale del Peschio della Cornacchia. Dal primo sguardo, affacciandomi su quei scoscesi scivoli di detriti e su quelle guglie di roccia, rimasi colpito dall’aspetto selvaggio del luogo e dal panorama grandioso che si apriva in direzione delle vicine cime dei Monti Simbruini. Peccato che in quell’occasione la luce forte del mattino inoltrato, di certo non l’ideale per una buona foto di paesaggio, concesse solo di promettermi di ritornare in una situazione migliore.

Così dopo svariati mesi ed un attento studio sull’angolazione della luce in quell’esatto luogo al tramonto, in un pomeriggio di fine Giugno riesco ad arrampicarmi nuovamente sugli scivolosi pendii del Peschio della Cornacchia fin quasi a raggiungerne la sommità a caccia dello scatto solo prefigurato nel mio precedente fortunoso sopralluogo. Dopo la solita ricerca della migliore angolazione, piazzo il treppiedi ed aspetto il calar del sole; questo non si fa attendere più di tanto ed in beve tempo il paesaggio viene irradiato da una luce superba, la quale si adagia calda e lieve sulle creste, sulle vallate e sulle grandi faggete che da qui in direzione Nord corrono per km senza interruzioni.

Nell’immagine, come del resto nella nostra concezione di queste terre, non si percepiscono i confini politici e convenzionali, bensì tutto appare contiguo ed uniforme nella più classica e sontuosa espressione della natura appenninica; Simbruini ed Ernici, montagne “cugine” per le quali purtroppo è stato deciso un trattamento diverso ma in ogni caso sin dalla genesi tutte appartenenti ad un’unica grande area verde dall’elevatissimo valore naturalistico e paesaggistico e pertanto meritevoli della medesima attenzione e tutela. Con la viva speranza che in futuro si riprenda concretamente il discorso di istituzione di un parco naturale anche per i Monti Ernici …

FOTOCAMERA: NIkon D610 | OBIETTIVO: Nikon 16-35 f/4 G ED VR| TREPPIEDI: Cullman Magnesit 528 + TESTA Manfrotto 496RC2 | Zaino F-Stop Tilopa | Accessori: Filtro NiSi GND 0.9 IR 100x150mm

Tramonto sul Peschio della Cornacchia ultima modifica: 2017-06-28T20:44:47+00:00 da Daniele Frigida


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